Hanami Blog

7 domande e risposte sul giapponese

9 ottobre 2015 9 CommentiGiapponese, Tips

In questi anni ho ricevuto molte domande a cui non ho mai risposto con un articolo di approfondimento. A volte ho la tendenza a dare per scontato alcune cose, ma che per un principiante non lo sono affatto.

In questo articolo risponderò alle seguenti domande:

  1. Non mi interessa leggere in giapponese, devo imparare i kana e i kanji?
  2. Come si scrivono le sillabe さ, き, り e ふ? Con i tratti staccati o attaccati?
  3. Quando si usa l’hiragana e il katakana?
  4. Come faccio a capire quando inizia e finisce una parola?
  5. Come imparo le letture dei kanji? Devo imparare le letture on o le letture kun?
  6. Studio da mesi il giapponese e non mi sembra di progredire. Cosa sbaglio?
  7. Ma come funzionano i numeri giapponesi? Mi è capitato di sentirli pronunciare in vari modi.

1. Non mi interessa leggere in giapponese, devo imparare i kana e i kanji?

Faccio fatica a rispondere a questa domanda, questo perché non ho mai pensato di separare la fase di lettura da quello di ascolto/parlato. Probabilmente perché tendo a memorizzare meglio tramite la lettura, ma ho anche bisogno dell’ascolto.

Forse il tuo unico interesse è fare conversazione in giapponese, oppure vuoi guardare gli anime/drama in lingua originale, per questo stai pensando di evitare completamente lo studio della scrittura che richiede del tempo. Tieni conto che il tempo impiegato per imparare la scrittura non è mai “tempo sprecato”, oltre al fatto che costituisce una parte della cultura giapponese che vale la pena di conoscere.

I kanji sono di grande aiuto per memorizzare le parole, è difficile accorgersene leggendo solo testi in kana o in romaji.

Prendiamo come esempio due parole: taberu e shokuji. Scritte in romaji è difficile capire che hanno in comune il kanji 食 “mangiare” (rispettivamente in giapponese si scrivono 食べる, che significa mangiare, e 食事, che significa pasto). Di conseguenza, grazie ai kanji posso già intuire parzialmente il significato delle parole. Un testo solo in romaji, o solo in kana, non dà alcun indizio sul suo significato, per questo potrebbe essere più difficile memorizzare le parole.

Inoltre la desinenza in hiragana べる della parola 食べる (mangiare) mi aiuta a capire che si tratta di un verbo, più precisamente fa parte dei verbi in -ru. Con il romaji si può capire in parte la classificazione di un verbo, ma è molto più semplice farlo attraverso l’hiragana, dato che ci sono alcune eccezioni alle regole.

Penso che imparare a leggere ti può sempre tornare utile. Una volta abituato ai romaji potrebbe essere difficile abituarsi a una scrittura così diversa, per questo consiglio di impararla il prima possibile. Dopotutto ti potrebbe capitare di comunicare con un giapponese via e-mail o leggere qualche testo in lingua. Se pensi di dare il JLPT in futuro dovrai per forza saper leggere, non puoi farne a meno.

Tieni anche conto che, se volessi poi approfondire la lingua ad un livello avanzato, troverai solo materiale scritto solo in giapponese. Può sembrare un controsenso ma, secondo la mia esperienza, meno conosci la scrittura, più lo studio del giapponese sarà difficile per mancanza di materiale adeguato e per difficoltà di memorizzazione dei vocaboli. Quindi, più andrai avanti nello studio, più dovrai colmare le lacune della scrittura.

C’è chi evita lo studio dei kanji, io però ti sconsiglio di farlo, a meno che il tuo obiettivo non sia solo quello di fare una breve vacanza in Giappone. In tal caso non ti serve conoscere perfettamente la scrittura.

2. Come si scrivono le sillabe さ, き, り e ふ? Con i tratti staccati o attaccati?

Se hai letto il mio ebook sugli hiragana e katakana, avrai notato che alcune sillabe possono essere scritte con un tratto staccato o attaccato a seconda dei caratteri. Ti sarà più chiara la differenza osservando l’immagine seguente:

Scrittura stampata e a mano

Al computer o sulla carta stampata si trovano quasi sempre scritte con il tratto attaccato, mentre a mano si trova sempre l’altra versione. È la stessa differenza che puoi trovare con il nostro alfabeto: i caratteri stampati sono molto diversi dalle lettere scritte in corsivo.

Se vuoi esercitarti a scrivere a mano è meglio fare come viene insegnato in Giappone, cioè con i tratti staccati.

3. Quando si usa l’hiragana e il katakana?

Mi è capitato varie volte di aver trattato il tema dell’hiragana e del katakana, i due sillabari giapponesi, ma non mi sembra di essermi mai soffermata con attenzione a quando si usa l’uno o l’altro.

L’hiragana si usa quasi per tutto: per le particelle, per l’okurigana e per il furigana, per tutte quelle parole che normalmente sono scritte in hiragana. Se non ti ricordi i kanji o fai fatica a scriverli puoi usare questo sillabario per trascrivere qualsiasi parola kanji in kana. I testi per bambini sono scritti con questo sillabario.

Il katakana si usa per trascrivere qualsiasi parola di origine straniera, spesso viene usato anche per trascrivere le specie di animali e piante. È il sillabario da usare se vuoi scrivere il tuo nome in giapponese. Alcune parole straniere però possono anche essere scritte in kanji, puoi trovare qualche esempio nell’articolo dedicato agli ateji.

Per questioni stilistiche, una parola può essere scritta in hiragana o in katakana a seconda dei casi. Le curve dell’hiragana danno un effetto più aggraziato, più carino; mentre le linee quadrate del katakana possono mettere in evidenza una parola in modo simile al grassetto o allo stampatello.

Le onomatopee possono essere scritte in un modo o nell’altro, a seconda dell’effetto che vuole esprimere l’autore di un manga o di un libro. Il più delle volte se si tratta di rumori di oggetti, colpi ed esplosioni si ricorre al katakana.

Il katakana è molto usato per enfatizzare un particolare accento o un suono, ti capiterà di trovare nei manga personaggi stranieri o robot che “parlano” solo in katakana.

Una vecchia campagna pubblicitaria del McDonald in Giappone. Con il katakana si rappresenta uno straniero che parla giapponese con un pessimo accento.

Una vecchia campagna pubblicitaria del McDonald in Giappone. Con il katakana si rappresenta il pessimo accento giapponese di uno straniero.

4. Come faccio a capire quando inizia e finisce una parola?

All’inizio può sembrare complicato capire le varie parole che formano una frase, questo perché non conosci abbastanza parole o la grammatica. Con un po’ di allenamento non avrai molti problemi a capire i vari elementi di una frase.

Prima di tutto i kanji sono un grande aiuto per capire quali sono le parole. Prova a separare le parole della seguente frase:

私は日本語を勉強しています

Scommetto che sei riuscito a capire più o meno la separazione delle parole. Per essere più precisi, possiamo dividere la frase in questo modo:

  • 私・わたし – Io
  • は – Particella dell’argomento
  • 日本語・にほんご – Giapponese
  • を – Particella del complemento oggetto
  • 勉強(べんきょう)しています – Studiare (coniugato nella forma -teiru)

Il mix di kana e kanji rende molto più semplice capire l’inizio e la fine di ogni parola. Difatti, nei testi solo in hiragana, le parole si trovano staccate in questo modo:

わたし は にほんご を べんきょうしています

L’unica maniera per risolvere il problema di riconoscere le parole è imparare nuove parole e la grammatica. Una volta che conosci certi meccanismi, come le particelle o la coniugazione dei verbi/degli aggettivi, ti sarà più semplice capire la composizione della frase.

5. Come imparo le letture dei kanji? Devo imparare le letture on o le letture kun?

Una delle domande più richieste in assoluto, a cui ho già risposto in passato ma do una breve risposta per chi ancora non sa cosa è meglio fare.

Prima di tutto bisogna conoscere entrambi i tipi di lettura, visto che a seconda delle parole un kanji può prendere l’una o l’altra lettura.

Con questo però non sto dicendo di studiare a memoria ogni singola lettura di ogni kanji. Se procedi in questo modo ti ritrovi ad imparare, assieme alle letture comuni, anche quelle rare che si incontrano una volta ogni tanto.

Come fare allora? È più semplice di quello che credi: impara le parole e assieme imparerai anche le letture. Puoi imparare le letture grazie ai testi con i furigana oppure consultando il tuo vocabolario. Man mano che proseguirai su questa strada, capirai in quali parole 日 si legge か e quando si legge にち o ひ (ha un sacco di letture questo kanji!).

Anche se conosci a memoria tutte le numerose letture di 生, se non sai quale lettura si applica a una certa parola, è completamente inutile.

Tutte le letture del kanji 生: inutili da conoscere a memoria senza conoscere le parole

Tutte le letture del kanji 生: inutili da conoscere a memoria senza conoscere le parole

Per questa ragione è molto più semplice imparare le letture di pari passo con le parole. Soffermarsi ad imparare tutte le letture a memoria non ha molto senso.

6. Studio da mesi il giapponese e non mi sembra di progredire. Cosa sbaglio?

Sono sicura che non stai sbagliando nulla, sono solo i progressi che tardano ad arrivare o non ci accorgiamo di stare migliorando poco alla volta. Si pensa che il percorso di apprendimento sia sempre salita, purtroppo non è così. Più vai avanti, più ti renderai conto che i progressi arrivano sempre più tardi, arrivando ad un percorso sostanzialmente piatto.

A sinistra come si immagina l'apprendimento, a destra invece la vera curva dell'apprendimento

A sinistra come si immagina l’apprendimento, a destra invece la vera curva dell’apprendimento (immagine di The Polyglot Dream)

Quando ero principiante i momenti di sconforto non sono mancati. Appena imparavo qualcosa di nuovo subito spuntavano 10 cose sconosciute, oppure guardando l’intera puntata di un anime capendo appena il 10% dei dialoghi. È normale, ci sono passati tutti. Lo studio di una lingua è fatto di alti e bassi, l’unica cosa da fare è non arrendersi.

Ti lascio qualche idea che puoi mettere subito in pratica per il tuo studio:

Usa Anki per ripassare quello che hai studiato, meglio se spendi un po’ di tempo a creare delle carte. In questo modo se dovessi staccare per un po’ con la lingua non dimenticherai tutto quello che hai imparato.

Definisci degli obiettivi precisi, non solo un vago “imparare il giapponese”. Poniamo che il tuo obiettivo sia leggere il tuo manga preferito in lingua originale: per raggiungere lo scopo potresti studiare 10 kanji al giorno e un capitolo di grammatica per iniziare. Se riesci a definire il perché studi giapponese è più facile capire come muoverti di volta in volta.

Imposta la lingua giapponese al tuo smartphone, al browser ecc. Solo il fatto di essere immerso nella lingua ti aiuterà ad imparare nuovi vocaboli. Pare che in media una persona controlli il proprio smartphone un centinaio di volte al giorno. Pensa a quante occasioni hai di imparare nuove parole solo con il telefono!

Prova a fare qualcosa di nuovo dal solito, anche un po’ più difficile del tuo attuale livello. Trovi qualche idea a questo articolo.

7. Ma come funzionano i numeri giapponesi? Mi è capitato di sentirli pronunciare in vari modi.

I numeri in giapponese sono un po’ particolari. Ichi, hitotsu, ikkai o ichimai sono tutti modi per dire “uno”, ma vengono usati in modo differente.

I numeri ichi, ni, san… si usano per contare in modo generico, come contare alla rovescia, addizioni, sottrazioni e così via.

La serie di numeri hitotsu, futatsu, mittsu… ha un uso più limitato, si usano quando non si sa che contatore utilizzare o per evitare i contatori rari. Al contrario dei numeri visti in precedenza, con questa serie puoi contare solo fino a 10.

Ikkai e ichimai che ho citato sono invece due contatori. I contatori in pratica specificano che cosa si sta contando, se dico ichimai so che si parlerà di qualcosa di piatto come un foglio o un biglietto, se dico ikkai so che si sta contando una volta. È come se in italiano dovessimo sempre specificare quello che si sta contando. Per ragioni fonetiche un numero assieme ai contatori può cambiare la propria pronuncia.

Se ti interessa approfondire su Ima Nihongo trovi un capitolo che tratta di numeri e contatori.

Altre domande?

Hai qualche nuova domanda o hai dei dubbi riguardo alle risposte che ho dato? Puoi sempre contattarmi via e-mail, lasciare un commento qui in basso o cercare sul blog, è molto probabile che certi temi li abbia già trattati in precedenza.

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9 commenti

  1. 初めまして❗️マウロです。よるしくお願いします
    Ciao! E grazie per tenere questo blog, perché in linea c’è poca roba in italiano per imparare il giapponese! Io studio soprattutto con il sito di Tae Kim che penso conoscerai, anzi ho anche il suo metodo in versione cartacea. In più per un anno ho avuto una relazione con una ragazza giapponese quindi ho anche imparato alcune sottigliezze della lingua parlata, come si parla fra amici diciamo. Sono assolutamente d’accordo con te per lo studio dei kanji, è di un grande aiuto per l’apprendimento delle parole e facilita la comprensione. Il mio commento riguarda la parte dove dici che per un viaggio di piacere non serve conoscere la scrittura. Suppongo che sia vero. La mia esperienza però è diversa perché quando sono andato in Giappone studiavo da un anno quindi cominciavo a masticare un po’ la lingua e la scrittura. A parte l’utilità di conoscere per esempio 入 e 出, comunque facili da intuire, mi divertivo a leggere i nomi delle fermate dei mezzi pubblici, e poi verificavo con l’inglese. Provavo a leggere i menù al ristorante, cose di questo genere. Insomma, anche se il parlare mi è chiaramente stato più utile, anche saper leggere è decisamente da consigliare secondo me.
    Un caro saluto
    Mauro

    • Ciao Mauro, grazie del commento. La penso come te, conoscere anche solo un kanji in più può essere utile anche per un viaggio. Soprattutto se non vai in zone turistiche, dove non si trovano cartelli in romaji o in inglese.

  2. Bravissima, come sempre! Il tuo sito è un tesoro per gli studenti italiani di giapponese.

  3. Valentina

    14 ottobre 2015

    Bene…e io che guardando l’intera puntata di un anime capisco solo lo 0,1%?!?! Hai proprio ragione sullo sconforto che ti assale e sulla percezione di non star progredendo minimamente…spero proprio che sia come dici tu e cioè solo un’impressione! Per non parlare della questione kanji…no anzi non farmici pensare! :P

    • Purtroppo non c’è molto da fare, oltre a esercitarsi un sacco. È così per qualsiasi lingua, non solo per il giapponese!

  4. Ciao,Grazie per il blog.Da un mese circa ho iniziato a studiare il giapponese da autodidatta e fino adesso qualcosina l’ho imparata ( ho finito con gli hiragana )fino adesso riesco a leggere un testo totalmente in hiragana anche se non so che cosa significa e ho iniziato i katakana.Guardando su internet ho trovato un dizionario dei kanji che si chiama “the kodansha” che cosa ne pensate? secondo voi dopo aver finito i katakana ,dovrei iniziare con la grammatica e kanji insieme oppure separati prima l’una poi l’altra? .Grazie per il vostro lavoro.

    • Ciao Omar, mi fa piacere che pensi ci sia più di una persona ma in realtà ci sono solo io dietro il blog!

      Non ho informazioni da darti riguardo al dizionario, solitamente i testi della casa editrice Kodansha sono buoni. Tieni conto che comunque rimane un dizionario, cioè da consultare per vedere le letture, i significati di un kanji e altre infomazioni, ma non è un percorso strutturato in un certo modo per lo studio dei kanji.

      Decidi tu come preferisci studiare i kanji, è indifferente fare uno o nell’altro modo, come mi sono già trovata a spiegare in precedenza in questo articolo. Io ho preferito studiare i kanji prima della grammatica, ma c’è chi fa grammatica e kanji insieme senza troppi problemi.

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