Hanami Blog

Come scrivere il proprio nome in giapponese

13 giugno 2013 15 CommentiGiapponese, Tips

Oggi vediamo come trascrivere i nomi italiani in giapponese, in particolare tratterò alcuni suoni che sono difficili da rendere in giapponese.

Se hai già provato a scrivere il tuo nome in giapponese, probabilmente già saprai che tutti i nomi stranieri si scrivono con il sillabario katakana. Inoltre la trascrizione di qualsiasi parola straniera segue sempre la pronuncia e mai la scrittura in lingua originale.

Se non sei molto pratico con questa lingua faccio qualche piccolo appunto sulla pronuncia di alcuni suoni che potrebbero confonderti: il ch giapponese è letto sempre dolce (quindi chi si legge ci), la g è sempre dura (gi in giapponese si legge ghi), la j è letta come una g dolce.

Vediamo subito come fare! Non tratterò ogni singolo suono, per tutti gli altri che non cito nell’articolo fai riferimento alla tabella di Wikipedia.

Allungare vocali e consonanti

Per allungare una vocale basta mettere dopo la sillaba un trattino ー. (Esempio: Nicole ニコール)

Mentre per allungare una consonante basta mettere prima della sillaba con la consonante da raddoppiare un piccolo tsu ツ. (Esempio: Matteo マッテオ)

Eccezione alla regola è l’unico kana singolo n ン, usato per raddoppiare le sillabe con il suono n e m. (Esempio: Anna アンナ, Emma エンマ)

Alcuni nomi possono essere scritti sia con allungamenti che senza: dipende tutto da come un nome viene pronunciato in giapponese. Per esempio il nome Luca può essere trascritto sia ルカ che ルーカ, così come Alessandro puoi trovarlo scritto アレッサンドロ o アレサンドロ. Nessuno di questi nomi è sbagliato, sono solo diversi modi di trascrivere un nome.

Come trascrivere le consonanti singole

Qui si fa un pochino più problematico: in giapponese l’unica lettera singola è la n ン. Come possiamo fare per rendere tutti quei nomi italiani che hanno delle consonanti singole?

Si utilizzano tutti i kana che hanno al loro interno il suono u. In giapponese nella maggior parte dei casi questa lettera è appena accennata, forse te ne sarai già accorto con です desu e i verbi che finiscono con ます masu: non si legge la u finale. (Esempio: Marco マルコ, Alex アレックス, letti in maniera molto simile all’italiano)

Non è possibile però trasporre in questa maniera i suoni t e d italiani, in questi casi si deve ricorrere a to ト e do ド. (Esempio: Sandro サンドロ)

I suoni che non esistono in giapponese

Ecco come fare per trascrivere tutte le sillabe che non ci sono nel giapponese:

  • F: usare le sillabe ファ fa, フィ fi, フェ fe フォ fo e フ fu che c’è già nel sillabario base del katakana. (Esempio: Federica フェデリカ)
  • L: per il suono L si usa la R in giapponese. In realtà la R giapponese ha una pronuncia simile anche alla L: è una via di mezzo tra i due suoni. (Esempio: Laura ラウラ)
  • V: usare le sillabe ヴァ va, ヴィ vi, ヴ vu, ヴェ ve, ヴォ vo. Questi suoni puoi trovarli anche trascritti con la lettera B, per il semplice fatto che in giapponese non c’è molta differenza tra i due suoni! (Esempio: Valentino ヴァレンティーノ ma puoi anche trovarlo scritto come バレンティーノ)
  • Ce, Ge e Sce: per questi tre si combina il katakana grande con il suono i (チ chi, シ shi e ジ ji) seguiti dal kana e エ scritto più piccolo: チェ che, ジェ je, シェ she. (Esempio: Francesco フランチェスコ)
  • Gn: questo suono si trascrive con le sillabe ニャ nya, ニュ nyu, ニョ nyo. (Esempio: Ignazio イニャツィオ)
  • Si: in giapponese si usa il kana shi シ per scrivere “si”. (Esempio: Silvia シルヴィア)
  • Ti e Di: per questi due suoni si usa ティ ti e ディ di. (Esempio: Diana ディアナ)
  • Zi: puoi trascriverlo con il kana ジ o ancora il composto ツィ tsi, più simile alla pronuncia italiana. (Esempio: Tiziano ティジアーノ o ティツィアーノ)

Controllare che il nome sia giusto

Sei riuscito a scrivere il tuo nome in giapponese ma non sei sicuro che sia giusto? Esiste un metodo semplicissimo per controllare.

Prova a cercare sulla Wikipedia italiana qualche personaggio famoso con il tuo nome. Nella colonna di sinistra clicca sulla versione giapponese della pagina (日本語) e controlla il nome trascritto in katakana. Non tutte le pagine italiane sono tradotte in giapponese ma si possono comunque trovare diversi nomi italiani.

Oppure prova a fare una ricerca su Google e vedi se trovi qualche risultato con il nome scritto in katakana.

Esiste un bel sito in giapponese che ha una lista piuttosto completa di nomi italiani con la trascrizione katakana: femminili, maschili e persino cognomi.

E i kanji?

In teoria è possibile trascrivere un nome straniero anche in kanji, in due modi differenti: per fonetica o per significato del nome. In pratica… è una cosa che non ha molto senso fare!

Trascrivere per fonetica vuol dire scrivere il nome utilizzando kanji che hanno la stessa pronuncia del nome. Spesso è un insieme di kanji senza senso scelti semplicemente per il suono che rappresentano.

Scrivere un nome in kanji per significato vuol dire cercare i kanji che hanno il significato del tuo nome. In questo caso il risultato è un nome che si legge in modo differente dal proprio nome.

Scrivere in kanji forse rende il nome più bello o “più giapponese”, però il modo esatto di trascrivere qualsiasi nome straniero è in katakana e non in kanji.

È vero che ci sono stranieri che abitano in Giappone con un nome giapponese, ma è un altro discorso: si tratta di un nome scelto che non ha niente a che vedere con il nome reale.

Ti piacerebbe saper leggere in giapponese?

In questo articolo abbiamo visto il katakana, il sillabario usato per trascrivere principalmente le parole straniere. Il giapponese però fa anche uso di un altro sillabario, cioè l’hiragana. Entrambi sono indispensabili da conoscere per riuscire a leggere i testi in giapponese.

Se hai bisogno di un aiuto per memorizzarli puoi provare con l’ebook Hiragana Katakana Passo Passo. Sarai guidato, passo dopo passo, nell’apprendimento dei sillabari del giapponese, in poco tempo sarai in grado di leggere 46 hiragana, 46 katakana e i suoni derivati.

Immagine: Flickr Double-M

15 commenti

  1. anega tanega

    13 giugno 2013

    La cosa proprio strana è che una volta ho visto la ‘d’ sorda non resa con ドゥ, anziché con ド!
    Per me il miglior modo per rendere -gn è usare ン più vocale. Mi sembra (conferma quello che dico, che non sono sicuro) che la ン seguita da vocale sia un po’ diversa dalla sillaba fusa.
    Ma in realtà nessuno usa questo metodo, quindi hai ragione tu.
    Clamoroso il caso di エンマ, chiamata come il re del Regno dei Morti XD

    • Mmm, credo di non aver mai visto ン + vocale, in effetti il suono è un po’ diverso, ma solo perchè sono due lettere separate.

      Comunque エンマ si può trovare anche scritto senza allungamento come エマ.

  2. anega tanega

    14 giugno 2013

    Sì, sì, lo so che ン + vocale non esiste, dicevo solo che (per me) si avvicina un po’ di più alla pronuncia italiana di -gn.
    Naturalmente non si usa mai!

  3. Matteo Pascal

    14 giugno 2013

    Bel post, ammetto che non sapevo della ン usata anche per il raddoppio della M, mi chiedo solo: è sbagliato usare lo ッ anche per la M? O semplicemente poco usato?

    @Anega: Scusa ma non capisco, come può avvicinarsi di più alla pronuncia italiana se non esiste? ?_?

    • Non ho indagato più di tanto, credo sia il modo più usato per il raddoppio perché in tutti i nomi ho trovato quel tipo di allungamento. Per qualche parola italiana ho trovato ッ per raddoppiare la m.

      Per caso ho trovato un sito giapponese piuttosto carino con la trascrizione di nomi italiani: femminili, maschili e cognomi.

      Mi sa che lo aggiungo all’articolo, una bella risorsa!

  4. Matteo Pascal

    15 giugno 2013

    In effetti in quella lista la m si trova raddoppiata sempre e solo con la ン… su トンマーゾ non avrei scommesso 2 euro.

    PS: stavo riguardando la lista dei katakana dell’immagine di copertina del post… cos’è successo alla ネ ? O_O

  5. Leggevo l’articolo, come sempre interessante… anche se si conoscono gli argomenti mi piace leggere perché la chiarezza espressiva e la schematicità nell’espressione sono un continuo memento su come si possa far meglio.
    Ma dicevo, leggevo l’articolo e ho dato un’occhiata ai commenti accorgendomi che posso rispondere a un quesito.
    子 è un “hentaigana”. Una forma alternativa di kana, non adottata ufficialmente. Il kana ufficiale deriva da 禰 semplificato in 祢 , ma a ben pensarci 子 nello zodiaco cinese è il topo, riportato in giapponese con la pronuncia “ne”… ed ecco risolto il mistero.

    Gli hentaigana ancora si trovano ogni tanto; un esempio classico è il “na” di unagi
    Le insegne deove si cucina l’anguilla sono spesso scritte con il “vecchio na”.
    Ecco un esempio di insegna:
    http://www.e-towa.jp/shop-nobori/img/img/AW-WRF-1.gif

    • Ma 子 non é il kanji di bambino e si legge ko come 明子Akiko e sta ad indicare un diminutivo come dire “piccola”?

      • Ciao Andrea, come dici tu è il kanji di bambino e si legge ko, ma è anche il kanji di topo dello zodiaco cinese, e in questo caso si legge ne. I kanji possono avere più di un significato e più letture, senza dubbio quello di bambino è più frequente. Attenzione che per indicare il “topo” in generale si dice “nezumi”, 子 (ne) è solo per lo zodiaco cinese.

  6. Ciao, scusa per la domanda un po’ stupida ma, chiamandomi Yari, il mio nome lo devo scrivere in katakana oppure posso utilizzare il kanji che identifica il monte omonimo?

  7. Ciao Federica, ho tentato di tradurre il mio nome e nome per poi andare a controllare nel sito giapponese che hai segnalato per vedere se era corretto o meno. Ho poi seguito il consiglio che davi nell’articolo e cercare su Google e ho trovato versioni discordanti almeno per quanto riguarda il nome. Io credo che la forma corretta sia questa サーラ ma nella maggior parte dei casi l’ho trovato tradotto semplicemente così サラ senza l’allungamento vocalico. Qual’è la forma corretta?
    Ho letto anche che alcuni lo hanno tradotto in hiragana. E’ da considerarsi errore, giusto?

    • Ciao Sara,

      capisco il tuo dubbio perché anche il mio nome può trovarsi con o senza l’allungamento di vocale. Se cerco il mio nome su Google ad esempio vedo che la versione senza allungamento è più usata, ma comunque scriverlo con l’allungamento non è assolutamente sbagliato, la pronuncia è la stessa. Quindi nel tuo caso ricorrerei alla versione che trovi più spesso, cioè quella senza allungamento.

      Se hai trovato Sara in hiragana molto probabilmente è stato adattato per i giapponesi, visto che ci sono anche delle versioni scritte in kanji. Di norma però per i nomi stranieri è meglio ricorrere ai katakana.

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