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Gairaigo: le parole straniere nella lingua giapponese

2 aprile 2013 8 CommentiGiapponese

Gairaigo (外来語) è una parola utilizzata in giapponese per indicare tutte quelle parole prese in prestito da altre lingue. Vediamo assieme qualche esempio su queste parole ormai parte integrante della lingua giapponese. Vengono usate comunemente tanto quanto (a volte pure di più) delle parole giapponesi.

Storicamente possiamo considerare come le prime gairaigo le parole prese in prestito dal cinese: sono state le prime parole adottate nel giapponese durante il periodo Nara (all’incirca nel VII secolo). Dopo tutto questo tempo ormai vengono considerate giapponesi e non straniere, per questo vengono definite con il termine 漢語・かんご (kango).

E tutte le altre parole da dove arrivano? Oltre dal prevedibile inglese, principalmente arrivano dal francese, dall’olandese, dal tedesco e dal portoghese. Non citerò le parole di origine italiana perché è semplice capire la loro origine, comunque aspettati di trovarle riferite alla cucina e alle arti, come già capita in altre lingue che hanno preso in prestito diversi termini dall’italiano.

Portoghese

Il Portogallo è stato il primo paese europeo che ha visitato il Giappone, più o meno nel tardo 1500 da parte dei missionari. La maggior parte delle parole di derivazione portoghese riguardano le usanze e i prodotti del Portogallo.

Queste parole possono anche essere scritte in kanji: a quei tempi si preferiva trascrivere il più possibile le parole in kanji e non in katakana.

Quindi ai giorni nostri ci troviamo la possibilità di scrivere alcune parole in diversi modi. È il caso di “tabacco” (dalla parola portoghese tabaco, gairaigo che attualmente indica anche le sigarette) in ben tre modi differenti: たばこ・タバコ・煙草, più ancora il kanji 莨 (molto raro ma il dizionario dà questa possibilità).

Altri esempi:

  • ボタン・釦 (botan, bottone, dalla parola botão)
  • てんぷら・天麩羅 (tenpura, dalla parola tempero, in giapponese indica pesce e verdure fritte)
  • パン・麺麭 (pan, pane, dalla parola pão)
  • アルコール (arukooru, alcol, dalla parola álcool)
  • オランダ・阿蘭陀 (Oranda, Olanda, dalla parola Holanda)
  • イギリス・英吉利 (Igirisu, Inghilterra, dalla parola inglês)
Navi portoghesi in Giappone. Pittura del 16° secolo.

Navi portoghesi in Giappone. Pittura del 16° secolo.

Un mito da sfatare: “arigatou” non deriva dal portoghese!

Chissà, forse anche a te è capitato di sentire che la parola giapponese “arigatou” (grazie) deriva dal portoghese “obrigado“. In realtà questa parola esisteva già prima dell’arrivo dei portoghesi in terra nipponica. Di conseguenza non può esserci un collegamento tra le due lingue, anche se la pronuncia è molto simile.

Deriva dall’aggettivo 有り難し (arigatashi), più precisamente dalla sua forma avverbiale 有り難く (aigataku). Da quest’ultima forma c’è stato un cambio di suono che ha trasformato la parola nell’attuale ありがとう (arigatou).

La parola 有り難し è formata da ある (aru, avere, esserci) e da 難い (katai, difficile), in origine esprimeva il significato di “poco comune”, “raro e prezioso”.

Nel 枕草子 (Makura no soushi, I racconti del cuscino), uno dei libri giapponesi più antichi, viene usata l’espressione “arigataki mono” con il significato di “è difficile esistere in questo mondo”, ovvero “è difficile vivere”.

Con il passare del tempo si è iniziato ad usare “arigatou” per esprimere gratitudine in senso religioso, dall’idea che si possiede qualcosa di prezioso e difficile da ottenere, come la compassione di Buddha. Nei tempi moderni il termine si è evoluto per esprimere gratitudine in senso generale.

Olandese

Altro paese europeo che ha avuto a che fare con il Sol Levante. Solo all’Olanda era stato concesso di commerciare con il Giappone tra il 17° e il 19° secolo. Molti dei testi importati erano scritti in olandese, per questo nel giapponese moderno ci ritroviamo diverse parole importate da questa lingua.

Principalmente sono parole di tipo tecnico e di tipo scientifico, ma non mancano parole riferite a oggetti comuni. Anche queste possono essere scritte in kanji.

Esempi:

  • コーヒー・珈琲 (koohii, caffè, dalla parola koffie)
  • ガラス・硝子 (garasu, vetro, dalla parola glas)
  • ビール・麦酒 (biiru, birra, dalla parola bier)
  • ドイツ・独逸 (doitsu, Germania, dalla parola Duits)
  • ゴム・護謨 (gomu, gomma, dalla parola gom)

Tedesco

Dal tedesco il giapponese ha preso molti termini medici, poiché in epoca Meiji i medici giapponesi studiavano medicina in Germania. Non mancano però termini riferiti all’alpinismo e allo sci.

Il termine più comune che arriva dal tedesco è アルバイト (arubaito), parola per indicare il lavoro part-time ma che deriva da arbeit, “lavoro” in tedesco (part-time è un significato che hanno dato i giapponesi).

Altri esempi:

  • アレルギー (arergii, allergia, da allergie)
  • ゼミナール (zeminaaru, seminario, da seminar)
  • テーマ (teema, tema/argomento, da thema)
  • カプセル (kapuseru, capsula, da kapsel)
  • レントゲン (rentogen, raggi-X, da röntgen)
  • リュックサック (ryukkusakku, zaino, da rucksack)
  • ヨーグルト (yōguruto, da yoghurt)
  • アドレナリン (adorenarin, adrenalina, da adrenalin)
  • エネルギー (enerugii, energia, da energie)
  • ザイル (zairu, corda per scalatori, da seil)

Francese

Anche le parole di derivazione francese risalgono più o meno allo stesso periodo di quelle tedesche. Tra le gairaigo di uso comune molte sono di origine francese.

Esempi:

  • ズボン (zubon, pantaloni, da jupon)
  • デッサン (dessan, schizzo/abbozzo, da dessin)
  • アンケート (ankeeto, questionario, da enquete)
  • オブジェ (obuje, oggetto, da objet)
  • レストラン (resutoran, ristorante, da restaurant)
  • デビュー (debyuu, debutto, da debut)
  • オノマトペア (onomatopea, da onomatopee)

Inglese

Compone la maggior parte delle parole straniere della lingua giapponese.

La scelta dell’inglese è diventata sempre più popolare dopo la seconda guerra mondiale, anche per questioni di “moda”: diverse parole avevano già un corrispondente in giapponese, ma altre si sono affiancate al corrispondente giapponese. Dai un’occhiata alle seguenti parole:

  • ミルク (miruku, da milk, latte. In giapponese c’è la parola 牛乳 gyuunyuu)
  • ビジネス (bijinesu, da business. In giapponese c’è la parola 商売 shoubai)
  • イメージ (imeeji, da image, immagine. In giapponese c’è la parola 画像 gazou)
  • キス (kisu, da kiss, bacio. In giapponese c’è la parola 接吻 seppun, praticamente ormai inutilizzata)

Ma attenzione: non tutte le parole inglesi hanno lo stesso significato in giapponese!

Ci sono dei termini che sono stati praticamente stravolti di significato o che sono stati creati dalla combinazione di parole inglesi. Vengono chiamati in giapponese wasei eigo (和製英語), le parole inglesi made in Japan. Il primo esempio che viene in mente è sicuramente サラリーマン, termine per indicare l’impiegato: la parola salaryman in inglese non esiste!

Inchino

Altri esempi di wasei eigo:

  • カラオケ (karaoke, dalla parola giapponese 空 vuoto e オケ, abbreviazione di orchestra)
  • バイキング (baikingu, da viking, vichingo, ma con il significato di buffet)
  • タレント (tarento, talent, nel senso di personaggio televisivo)
  • マンション (manshon, da mansion, indica un condominio non un palazzo/villa)
  • コンセント (konsento, da concentric plug, presa di corrente. Un termine che non si usa più nell’attuale inglese)
  • マジックテープ (magikku teepu, da magic tape, indica il velcro)
  • マイペース (mai peesu, da my pace, indica fare qualcosa secondo il proprio ritmo, passo)
  • マイブーム (mai buumu, da my boom, indica qualcosa con sui ti sei fissato ultimamente, il “proprio boom personale”)

Senza tenere conto che le parole vengono abbreviate il più possibile da parte dei giapponesi. テレビ (terebi, televisione), ゼミ (zemi, seminario), アニメ (anime, abbreviazione di animation), リモコン (rimokon, telecomando, unione delle parole remote control), デーパト (deepato, abbreviazione di department store, grande magazzino), ルポ (rupo, abbreviazione di reportage) sono solo alcuni degli esempi di questo genere.

Esistono anche parole inventate composte dal giapponese e da parole prese da altre lingue. Pensa per esempio a サボる (saboru, marinare/saltare qualcosa), è una parola formata da sabotage in francese + る per trasformarlo in verbo, o 省エネ (shou ene, risparmio energetico), parola formata dal kanji 省 (concentrare) + エネ di エネルギー (energii, energia).

In altri casi le gairaigo si possono trasformare in verbi con l’aggiunta di する (suru, fare): キスする – baciare (kisu suru, da kiss in inglese), ノックする – bussare (nokku suru, da knock in inglese).

Che si possa essere contrari o meno all’utilizzo di queste parole straniere nel giapponese non si può negare che ormai fanno parte della lingua ed eliminarle sarebbe un bel problema!

Diverse parole si considerano erroneamente come prese dall’inglese ma in realtà provengono da altre lingue. Trovo sia molto interessante capire da dove arrivano per ricostruire anche la storia del Giappone e i suoi periodi di apertura al mondo esterno.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto, condividilo pure sui social usando uno dei pulsanti qui sotto. E se ti va lascia un commento per dire la tua sull’argomento. Quali sono le parole straniere più strane o più curiose che ti è capitato di leggere?

Fonti articolo: sci.lang.japan, Wikipedia

Immagine sfondo: Wikimedia Commons

8 commenti

  1. Uh non lo sapevo che prendessero parole dal portoghese e addirittura dal francese
    Sono shockata °_°

  2. Matteo Pascal

    2 aprile 2013

    >てんぷら・天麩羅 (dalla parola tempero, in giapponese indica pesce e verdure fritte)

    Mi cade un mito.

  3. Matteo Pascal

    2 aprile 2013

    Effettivamente sì, non conoscendo il tempero pensavo fosse una parola giapponese.

    • Tra l’altro la parola portoghese significa semplicemente spezia/condimento, mentre in giapponese indica proprio il piatto fatto di verdure e pesce in pastella fritti.

  4. anega tanega

    3 aprile 2013

    Bello che tu abbia scritto effettivamente l’articolo! Per chi non lo sapesse (cioè tutti) abbiamo avuto una piccola discussione sull’argomento via e-mail.
    Le wasei-eigo son le più divertenti! Un inglese potrebbe non capirle nemmeno.
    E’ vero che i Kango non sarebbero da considerare vere e proprie parole straniere, perché è normale che nella varie “zone” del mondo ci sia una lingua più colta che ha influenzato il vocabolario delle altre… In Europa abbiamo il Latino, nella Cina e dintorni il Cinese Classico, in India e zone vicine il Sanscrito, in parte dell’Africa l’arabo…
    Insomma, non mi verrete a dire che parole come PAINT, che vengono alla lontana dal latino, sono straniere per gli inglesi?
    Scherzi a parte, anche in cinese ci son le wasei-eigo, anche se forse sarebbe meglio chiamarle wasei-NIgo, perché vengono dal giapponese. Sono dei kango (cioè parole di derivazione cinese) create in Giappone, che sono state poi re-importate in Cina, con gli stessi caratteri.
    Un esempio?
    Il celeberrimo かわいい (可愛い), introdotto successivamente in Cina con i caratteri, anche se a volte sono usati caratteri diversi ma si è cercato di trascrivere la parola giapponese foneticamente (卡哇伊).
    Un appunto all’articolo: adesso esistono anche molte Gairaigo vere e proprie dal cinese, scritte in katakana, come マージャン (che è un gioco di pedine cinese, scritto con i kanji 麻将).
    Comunque, a me le gairaigo divertono e irritano allo stesso tempo; se importare parole è divertente sarebbe ancora più bello se non venissero dalle “solite” lingue europee, ma anche da altrove…
    Per esempio, qualche gairaigo dallo Swahili?

    • Direi che è impossibile un gairaigo dallo swahili XD A meno che i giapponesi ne siano venuti a contatto tempo fa. Ho scoperto che anche in coreano ci sono alcune parole prese dal giapponese: 感じ che in coreano 간지 prende il significato di essere alla moda, avere uno stile.

      Comunque giapponesi o coreani che siano, le parole senza senso in altre lingue ce ne sono in abbondanza anche in italiano. La prima che mi viene in mente è footing, usare jogging era tanto brutto? XD

      Visto che anega mi ha dato l’idea per l’articolo, mi rivolgo a tutti dicendo che se c’è qualche argomento che vorreste approfondire non esitate a farmelo sapere :D

  5. anega tanega

    4 aprile 2013

    Sì, footing è proprio brutto, e si comporta coma una wasei eigo! Non esiste in inglese!
    Per quanto riguarda lo Swahili (che è una lingua presa assolutamente a caso), ormai, con tutto il mondo che è collegato, può darsi che qualche parola si trasmetta, anche se è proprio poco probabile.
    Comunque, fra le parole prese in prestito dal giapponese c’è anche il famoso 弁当, anche se si usa solo in Taiwan.
    E poi c’è 俱乐部, che in giapponese è sì una trascrizione dall’inglese, ma ha anche un significato, e questo mi fa impazzire!
    P.S. I cinesi lo fanno spesso, anche con i nomi di prodotti: 可口可乐 è una trascrizione un po’ approssimativa di “Coca Cola”, ma significa anche “[bevanda] di buon gusto e che può rallegrare”.

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