Hanami Blog

L’importanza dell’ascolto passivo per migliorare la comprensione di una lingua

25 maggio 2012 14 CommentiGiapponese, Tips

L’ascolto passivo consiste nell’ascoltare qualcosa senza fare molta attenzione. Come è possibile migliorare la lingua senza prestarci attenzione? Lo so, può sembrare strano ma funziona!

Prima però di parlare dell’ascolto passivo vorrei fare un passo indietro per raccogliere diverse riflessioni e consigli sulla comprensione dell’ascolto, una delle abilità più difficili da allenare.

Trovo decisamente più semplice imparare attraverso la lettura. Al tempo stesso però trovo che lettura e ascolto siano collegati per chiunque si dedichi allo studio delle lingue. Di solito si tende a fare entrambe le cose, privilegiando spesso la lettura a discapito dell’ascolto.

C’è solo un problema: se conosci mille parole non è detto che le riesci a riconoscere nel parlato, assieme ad altre parole all’interno di una frase. Spesso mi è capitato di riuscire a capire alcune parole dopo mesi, nonostante già le avessi incontrate, o di cui avrei potuto dedurre il significato leggendole grazie ai kanji.

Si può concludere che, lasciando da parte il problema della mancanza di vocaboli, non si riesce immediatamente ad elaborare il collegamento da suono a parola.

Le prime parole che si imparano ascoltando sono le più comuni, quelle che si sentono in diverse situazioni. Non ho dubbi che parole come こんにちは (konnichiwa) e ありがとう (arigatou) siano tra le prime e più semplici da imparare in giapponese. La ripetizione è la chiave per imparare qualcosa di nuovo, più si ripetono, più è facile riconoscerle e ricordarle.

Essere sempre esposto all’ascolto vuol dire imparare nuove parole, capire il contesto in cui usare determinate espressioni, capire la grammatica. Sentire le parole è molto diverso che leggerle, bisogna cercare di elaborare velocemente quello che è stato detto, non c’è il tempo di controllare sul dizionario.

Il mio consiglio è di non focalizzarsi solo sulla lettura ma dare spazio anche all’ascolto. Forse è più difficile capire il parlato rispetto allo scritto ma comprendere il parlato può aiutare per tutto il resto, ed è assolutamente indispensabile ascoltare se si intende parlare la lingua. Anche se sembra inutile agli inizi, quando non si capisce una sola parola, pian piano si riesce a ricostruire ogni tassello per migliorare al massimo la propria comprensione.

Ecco qualche consiglio per migliorare in generale la comprensione dell’ascolto:

Aiutati con i sottotitoli

Ho detto che leggere e ascoltare sono due attività collegate tra di loro per chi studia lingue, perché non esercitare entrambe attraverso sottotitoli o script in lingua originale?

È il modo migliore per risolvere diversi problemi: 1) mancanza di vocaboli, puoi imparare nuove parole sia leggendole che ascoltandole, 2) velocizzarsi nella lettura (ci vuole un po’ di tempo per abituarsi a leggerli in fretta!), 3) esercitare l’ascolto senza doversi preoccupare di non capirci nulla.

È meglio non fare sempre affidamento sui sottotitoli. Va bene sia agli inizi sia se guardi qualcosa di particolarmente ostico, se riesci a capire quasi tutto e ti sfugge qualche parola non è un grosso problema, meglio disattivare i sottotitoli (e soprattutto non attivarli in inglese o in italiano).

Aiutati con le immagini

Ascoltare la radio o podcast all’inizio non è per niente facile. È molto più semplice capire quello che succede se attraverso le immagini. Dai la precedenza a drama, anime e film, almeno agli inizi.

canzoni-giapponesi

Abituati fin da subito al parlato “veloce”

Se vuoi migliorare la tua comprensione non puoi fare a meno di abituarti fin da subito al parlato a velocità naturale, considerato “veloce” da chi non è madrelingua.

Qualsiasi qualsiasi materiale in giapponese ha questa velocità, a parte quello per bambini troppo piccoli. Anche se può essere molto difficile, specialmente agli inizi riconoscere le parole, è meglio iniziare fin da subito in questa maniera.

Come funziona l’ascolto passivo?

Ho iniziato a fare ascolto passivo diversi anni fa per caso, dopo aver letto che fossero necessarie molte ore di studio per diventare fluenti, per l’esattezza ben 10 mila ore.

Questo numero è stato teorizzato da Malcolm Gladwell, il quale sostiene che per diventare veramente bravi in qualcosa bisogna dedicarci 10 mila ore di tempo. Naturalmente non è valido solo per lo studio di una lingua, ma per qualsiasi altra attività.

Quindi si può dire che bastano “solo” 10 mila ore di ascolto per diventare bravi nella comprensione di una lingua. A dire il vero non è importante sapere la quantità esatta, ma è utile per capire che c’è bisogno di molto esercizio per arrivare a un certo livello. È difficile fare tutto questo ascolto attivamente, bisogna ricorrere anche a quello passivo.

Sembra inutile svolgere questo tipo di ascolto, in realtà, anche quando non si fa attenzione, il cervello in qualche modo cerca di “decodificare” e memorizzare ciò che si sente. Si assorbono delle nuove informazioni inconsciamente, un po’ come fanno i bambini: prima di dire la loro prima parola ascoltano passivamente per lungo tempo.

Ascoltare delle persone che chiaccherano senza farci molta attenzione è un esempio di ascolto passivo.

Ascoltare delle persone che parlano senza fare molta attenzione è un esempio di ascolto passivo.

Posso dire che questo metodo funziona: a distanza di mesi, ascoltando l’audio di un anime, mi sono accorta che capivo decisamente di più rispetto a quando avevo iniziato! A forza di ascoltare decine di volte le stesse cose ho iniziato ad aumentare la mia comprensione alla lingua, abituarmi ai suoni e a memorizzare certe parole.

Detto così può sembrare che ascoltavo la stessa traccia per mesi di fila, ma non è così. Semplicemente avevo una certo numero di tracce in giapponese da ascoltarmi durante il giorno (o meglio, durante diversi giorni) e, una volta finita, iniziavo la playlist da capo. Quando non ne potevo più di ascoltare le stesse cose cambiavo la playlist eliminando vecchie tracce e aggiungendone di nuove.

(Per la cronaca non sono mai arrivata a 10 mila ore, mi sono fermata a quota 7700 ora di ascolto attivo e passivo, raggiungendo una comprensione abbastanza buona di un po’ di tutto. O forse le ho già superate, ma a un certo punto ho deciso di non contarle più).

Come fare ascolto passivo?

È molto semplice, hai bisogno di un lettore mp3 (o uno smartphone) e delle tracce audio in giapponese (o in altre lingue) da ascoltare.

Puoi fare l’ascolto passivo con qualsiasi materiale: audio tratto da anime, drama, video e film, podcast e così via. Ti consiglio, se possibile, di fare ascolto passivo di materiale che hai già ascoltato in maniera attiva, in modo da sapere più o meno quello che succede e di cosa si parla molto vagamente. È più semplice svolgere questo esercizio se si conosce a grandi linee di cosa si parla, abbiamo visto come le immagini possono essere d’aiuto per la comprensione.

L’ascolto passivo non è molto impegnativo, puoi farlo in qualsiasi momento della giornata, a casa e fuori casa, mentre lavori (se ti è possibile!), fai faccende domestiche o sprechi il tuo tempo in mezzo al traffico.

Non è necessario tenere un volume alto (e in effetti, se tieni per tanto tempo le cuffie nelle orecchie, è meglio tenere il volume molto basso!), l’importante è riuscire a sentire un minimo i suoni.

Non dimenticare l’ascolto attivo e le altre risorse!

L’ascolto passivo è utile, soprattutto agli inizi per abituarsi ai suoni della lingua, ma da solo non basta per raggiungere un buon livello. È necessario spendere un po’ di tempo tutti i giorni anche con l’ascolto attivo e immergersi nella lingua in altre maniere, come la lettura di manga, libri ecc.

Ho preso la maggior parte dell’audio passivo da anime e drama già visti, quindi almeno una volta di ascolto attivo l’avevo fatto. Durante la giornata facevo molto ascolto passivo (ogni tanto diventava attivo quando facevo attenzione), ma ho sempre dedicato almeno un’ora per guardarmi qualcosa in giapponese attivamente senza sottotitoli.

Fare ascolto passivo solo una o due ore al giorno non basta per vedere dei risultati: più ascolti passivamente, più assorbi nuove informazioni, meno ore ascolti e più ci vorrà del tempo per imparare qualcosa. Bisogna essere costanti e cercare di ascoltare il più possibile passivamente qualcosa.

Se riesci a svolgere abbastanza ascolto passivo, ben presto noterai dei miglioramenti come è successo a me!

Forse sei ancora scettico ma ti dico di provare: estrai l’audio in giapponese di qualcosa che hai già visto (esistono diversi programmi che ti possono aiutare in questa operazione), mettilo sul tuo mp3 e inizia ad ascoltare passivamente. Tra qualche giorno noterai che delle parole sono diventate più familiari rispetto a prima. Se ti capita di sentire qualche parole che viene ripetuta spesso di cui non sai il significato cercala sul dizionario.

Allora che cosa ne pensi dell’ascolto passivo? Vuoi aggiungere qualcosa sull’importanza di ascoltare in lingua? Se ti va lascia la tua opinione tra i commenti, ti aspetto!

Immagine: Flickr Curtis Ball, e-shuushuu, Azlan DuPree

14 commenti

  1. Ho appena scoperto il tuo blog e volevo farti i complimenti, sia per i contenuti interessantissimi e spiegati in modo chiaro e preciso che per la grafica, che mi piace davvero molto.

    Io ho studiato giapponese per due anni all’università, ma non essendo la materia centrale del mio corso non ho imparato quanto avrei voluto. Ora sto andando avanti da sola in attesa di partire per Kyoto (dove starò un anno) a ottobre, ma devo dire che fatico a trovare un metodo non dispersivo per migliorare in tutti i campi. Per esempio l’ascolto passivo lo trascuro spesso, guardo molti anime e film in lingua ma mi limito a quello. 7700 ore sono davvero tante, complimenti! Dovrei provare anche io, mi leggo un po’ con calma il tuo blog per trovare altri spunti utili.
    A presto! Elena

    • Innanzitutto grazie mille per i complimenti, mi fa sempre piacere che qualcuno apprezza ciò che scrivo! ^^
      Sono molte si, ho passato più di 2 anni ad ascoltare solo giapponese in pratica (peccato che non ho il coraggio di parlarlo però!)
      Come ti invidio, un anno in Giappone! Vorrei anche io andarci…ma si riesce a stare più di un anno in Giappone? Ho sempre saputo che non è così semplice starci per più di tre mesi, vai per studio?

      Riguardo l’università, figurati che io avrei fatto l’università solo per studiare giapponese, per fortuna che ho trovato un metodo più efficace di studiare il giapponese da autodidatta.

      Se vuoi trovare altri spunti ti consiglio anche di dare un’occhiata ad AJATT (spero che l’inglese non sia un problema), se non fosse per quello che c’è scritto qui probabilmente non avrei mai iniziato a studiare giapponese. Il sito è un po’ dispersivo, ti consiglio di vedere da “Table of Contents” per l’indice.

  2. Capisco, anche io faccio fatica a prendere il coraggio di parlare, vado in Giappone anche perché così non avrò più scuse per tirarmi indietro. Mi sto iscrivendo a una scuola di lingua per avere il visto studentesco, altrimenti per turismo non potrei stare più di tre mesi. Lo considero un investimento, visto che vorrei provare a lavorare nel campo della traduzione.

    Grazie per la segnalazione del sito, vado subito a guardarlo! Alla prossima :)

  3. Uh bel post sisisì. Mi ricorda che ogni tanto quando sento le canzoni cinesi qualche parola che conosco la riesco a captare, lo stesso vale per i dialoghi :°D
    È una cosa bellerrima.
    Si lo so mi devo mettere più d’impegno xD

  4. L’ascolto passivo mi lascia sempre un pò di dubbi.
    Ultimamente è da tanto che non faccio ore e ore di ascolto ma non è mai stato proprio passivo passivo.
    Mi spiego meglio, per me ascolto passivo è quando non presto la minima attenzione ma proprio niente niente. Forse la mia testa registra qualcosa ma mi pare poco produttivo, invece ho provato a fare ascolto prestando sempre un pochino (a volte proprio poco poco) di attenzione, coccolandomi un pò con i suoni. Ovviamente per lo più non capisco niente ma a volte capivo quanto meno il contesto e mi trovavo anche a ridere da sola (va be…).
    Certo che più di 7000 ore sono davvero tante… ascoltare ti permette di imparare a districare i rumori che diventano suoni che diventano poi parole. Però tutto questo grazie anche all’altro studio (lettura e vari) che permette di capire il significato di ciò che si ascolta.
    Una curiosità chi è Malcolm Gladwell?

    • Si, è quello cher intendo anche io come ascolto passivo, fare proprio 0 attenzione! Guardare un dorama/film per esempio è già fare ascolto attivo, stai cercando di capire cosa dicono.

      Malcom Gladwell è la persona a cui si attribuisce la “legge” delle 10 mila ore per imparare a fare qualcosa perfettamente. Non c’entra con il giapponese, ma solo con questa cosa delle 10mila ore.

  5. Secondo me l’ascolto passivo è una cosa utilissima per imparare prima di tutto la pronuncia, e poi anche per imparare nuove parole. Non so voi, ma a me viene sempre la curiosità di sapere cosa dice quella cantante in quella canzone! Perciò finisco sempre col tradurre tutte le mie canzoni preferite (con l’aiuto di un dizionario per le parole che non conosco), e devo dire che non poche cose le ho imparate grazie al J-pop. :)

  6. Matteo Pascal

    22 febbraio 2013

    Ma se l’ascolto è passivo come può esserci qualche minima possibilità di imparare nuove parole? Quando si ascolta una canzone con in mano un dizionario non è assolutamente ascolto passivo.

    Comunque, rimanendo alla definizione classica, io non credo assolutamente all’ascolto passivo. L’ho “praticato” per anni inconsapevolmente con l’inglese (quanti di noi non sono cresciuti ascoltando vagonate di canzoni cantate in inglese?) senza che questo migliorasse minimamente la mia capacità di comprensione. La teoria ufficiale sostiene che il cervello si sforzerebbe comunque di interpretare i suoni e dare loro un senso, ma la falla nella teoria è che non c’è nulla che corregga l’interpretazione se questa è sbagliata: io sono andato avanti per anni convinto che in certe canzoni dei Queen si dicessero certe frasi, prima di scoprire che le strofe reali erano completamente diverse… e questo con un ascolto comunque attivo, figuriamoci senza prestare attenzione! Discorso simile per i telefilm sottotitolati in italiano. Dopotutto chi pratica ascolto passivo pratica anche quello attivo, quindi come si può essere sicuri che i propri miglioramenti nella comprensione non siano dovuti solo al secondo? O forse è un sistema la cui efficacia dipende da persona a persona, in questo caso mi limito a dire che con me non funziona assolutamente. :(

    • Secondo me infatti c’è bisogno sia di ascolto attivo e passivo, il passivo di per se da solo non è che faccia tanto. In effetti riuscire a capire o meno qualcosa non è assolutamente immediato, per dire faccio ascolto passivo in coreano e capisco poco, ogni tanto però ascoltando noto di far più caso ad alcune parole che riesco a decifrare. Di solito tendo a fare come ascolto passivo qualcosa che ho già guardato in attivo, perchè so già quello che succede nella storia dell’anime o del drama.

      Penso che l’ascolto passivo in giapponese prima ancora di inziarlo a studiare mi abbia aiutato tantissimo nel capire la pronuncia e i suoni.
      Adesso non so scientificamente come funzioni, ma normalmente manca quel passaggio da “scritto” ad “ascolto”: è più facile che capisci qualcosa di scritto che non ascoltandolo, almeno agli inizi. A furia di ascoltare, anche passivamente, si riesce diciamo a colmare le differenze ed a collegare i suoni con la parola esatta. Ed in effetti a distanza di tempo ho notato la differenza. Il mio pensiero è questo: i bambini imparano a parlare solo ascoltando, e sicuramente non sono sempre concentrati attivamente all’ascolto.

      Sarà vero o sarà falso, ma secondo me funziona abbastanza :D Comunque ripeto: non solo ascolto passivo, ci vuole anche quello attivo.
      Bisogna provare secondo me e trarre le proprie conclusioni, ma aspettati risultati tra un po’ di tempo!

  7. ciao! sono d’accordo con te su questo metodo e avrei una curiosità, come hai fatto a contare le ore di ascolto passivo?

    • Ho fatto una media di quanto ascoltavo al giorno in passivo, quindi credo che non sia proprio esattissimo il conteggio ma va bene lo stesso per farmi un’idea.

  8. ah ecco! grazie!

  9. Grazie mille per questi consigli utilissimi! Ho già visto altri tuoi articoli e grazie a te, sto imparando il coreano. Dato che con alcuni amici andrò in Korea tra qualche anno volevo partire con una base solida. Io ogni giorno farò almeno 1/2 ore di ascolto passivo di kpop, e con il tempo, sto vedendo che mi ricordo più parole. Cerco sempre traduzioni di tutte le canzoni che ascolto. Io sono ad un livello molto basso, so a malapena le lettere, ma tengo sempre con me un quadernino e mi sto scrivendo sia hangul che grammatica per tenerli sempre a portata di mano. spero che con tanto allenamento riuscirò come te ad imparare il coreano. Grazie ancora per la tua gentilezza.

    • Ciao Rachele, mi fa molto piacere :) Sicuramente lo imparerai bene, l’importante è impegnarsi e vedo che tu lo stai facendo ^_^ Man mano che progredisci però ti consiglio di dedicarti all’ascolto di materiale un po’ più impegnativo, non dico di passare subito ai dorama, ma potresti provare con i cartoni per bambini. Ad esempio Pororo, che trovi gratuitamente su Youtube.

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