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Il karuta, le carte tradizionali giapponesi

7 febbraio 2014 9 CommentiGiappone
Karuta

Avevi già sentito parlare del karuta? Se sì scommetto che ne hai sentito parlare dal manga/anime Chihayafuru, un’opera che ha reso popolare questo gioco tradizionale in questi ultimi anni. Ho pensato di parlarne su questo stesso blog: può essere non solo divertente, ma anche interessante per approfondire qualcosa di più sul Giappone e sulla lingua.

Il karuta è un gioco con le carte giapponese, solitamente giocato durante lo 正月・しょうがつ (Shougatsu), a Capodanno. È composto da due diversi mazzi detti torifuda (取り札) e yomifuda (読み札), rispettivamente il mazzo delle carte da pescare e il mazzo delle carte da leggere. In breve lo scopo del gioco è di accaparrarsi più carte possibili rispetto agli avversari.

Il termine かるた (karuta) a prima vista potrebbe sembrare giapponese, in realtà è una delle tante parole che il Giappone ha preso in prestito, in questo caso dal Portogallo. E non solo: è una parola che usiamo anche in italiano. Non trovi che la parola karuta assomigli tanto ad una certa parola… Esatto: carta, inteso come carte da gioco. In effetti la pronuncia della parola è molto simile visto che la u non si pronuncia!

Le carte da gioco furono introdotte in Giappone nel ‘600 da parte dei portoghesi, il gioco però ha origini ancora più antiche. Già durante l’epoca Heian i nobili giocavano con delle conchiglie illustrate, in modo simile al moderno Memory bisognava cercare le due conchiglie con la stessa illustrazione. Poi i disegni furono sostituiti da poesie: come l’attuale karuta bisognava completare le poesie divise a metà sulle conchiglie.

Il gioco divenne popolare anche tra la gente comune nel 17° secolo grazie alle carte, più economiche delle conchiglie.

Immagine tratta dall'anime di Chihayafuru

Immagine tratta dall’anime di Chihayafuru

Come si gioca

  1. Le torifuda, le carte che andranno pescate durante la partita, vengono sparse sul terreno di gioco.
  2. Una persona, che non partecipa come giocatore, recita man mano le carte dell’altro mazzo yomifuda.
  3. I giocatori devono trovare la carta giusta abbinata alla carta appena letta. Può essere la parte di una poesia (nel caso dell’uta garuta) oppure la carta con il carattere iniziale del proverbio (nel caso dell’iroha karuta). Vince la carta il primo che la prende.
  4. Il gioco continua fino al termine delle carte, vince il gioco chi ha vinto più carte torifuda.

(Siamo pur sempre in un sito di giapponese, ecco delle spiegazioni del gioco in lingua)

Alcuni tipi di karuta

いろはかるた – Iroha karuta: La versione più semplice da giocare, viene giocata dai bambini per imparare bene i kana. Rappresenta le 46 sillabe attraverso i proverbi giapponesi più il kanji 京・きょう (kyou) dato che nessuna frase in giapponese inizia con ん (n), anche se in questi ultimi anni è stato sostituito con un proverbio che finisce per ん. Ci sono tre varianti principali con diversi proverbi: Kamigata Iroha, Edo Iroha e Owari Iroha.

Se vuoi provare a giocare ed esercitarti nei a leggere i due sillabari giapponesi, puoi stampare queste carte: Hiragana (Torifuda, Yomifuda), Katakana (Torifuda, Yomifuda).

Iroha karuta

Un mazzo di Iroha karuta: le carte illustrate sono le torifuda, quelle con il proverbio sono le yomifuda

歌がるた – Uta garuta: La versione più complessa del karuta, le carte contengono 100 waka, brevi componimenti di poesie, divise a metà tra due mazzi. I giocatori devono cercare di ricomporre la poesia. La variante più giocata dell’uta garuta è quella 百人一首 (Hyakunin isshu, letteralmente “cento persone una poesia”), la raccolta di poesie compilata da Fujiwara no Teika nel periodo Heian.

Uta garuta

A sinistra una carta torifuda, a destra una yomifuda

In Giappone si tengono tornei di questo gioco: i due giocatori si sfidano con sole 50 carte torifuda scelte a caso, a sua volta ogni giocatore sceglie 25 carte e le dispone davanti a sé. Il gioco sembra facile, in realtà richiede una buona memoria e riflessi per trovare la carta giusta.

花札 – Hanafuda: Se in generale il karuta non è uscito fuori dal Giappone, si gioca ad hanafuda anche in altri paesi come in Corea e alle Hawaii. Si gioca con 48 carte illustrate con fiori, animali e altri elementi naturali che rappresentano i mesi dell’anno.

C’è da dire che il karuta è un bel esercizio per il giapponese, ma credo che memorizzare poesie in un linguaggio arcaico richieda non pochi sforzi!

Fonti: Wikipedia, Grande Banzai

Immagini: Flickr Koichiroo, Ono graphics, Wikipedia

9 commenti

  1. anega tanega

    7 febbraio 2014

    Se non sbaglio le Hanafuda sono molto simili alle nostre carte, giusto? Cioè con semi, numeri, figure… questo perché derivano proprio dalle carte francesi (ma importate dal Portogallo, ovviamente).
    Avevo anche sentito che erano piccoline perché le limavano in caso di strappi, e la gente spesso strappava le carte per barare!
    Anche in Cina c’è una cosa molto simile, che si chiama Majang (麻将, in giapponese: マージャン), che però non ha carte, ma tessere: anche lì ci sono le quattro stagioni, insieme con i quattro venti (i giocatori), le tre virtù confuciane (che in Occidente le hanno chiamate ‘dragoni’, solo per rendere più ‘orientale’ in gioco) e poi tre semi, bambù, cerchi e decine di migliaia. E’ un misto tra domino e scala quaranta, penso. Mi piacerebbe imparare a giocarci, ma non so proprio da dove cominciare!
    Le carte giapponesi penso che siano difficili da usare per chi non è giapponese, ma una versione italiano con poesie e proverbi penso sia fattibilissima.

    • In effetti non ho messo l’immagine ma su Wikipedia puoi vedere come sono le illustrazioni. Io ho comprato un mazzo di Hanafuda dal Giappone a soli 100 yen (sì, nei famosi negozi tutto 100 yen XD) sono tipo tesserine di plastica.

      Il Mahjong l’ho già sentito citare in qualche manga ma non ho mai capito come funzioni ^^;

  2. Rihito0902

    7 febbraio 2014

    Avevo già sentito parlare dell’Uta karuta, ma non avevo mai capito come fuziona XD Quindi mi hai davvero illuminato ;)

  3. Grazie all’anime chiayafuru mi sono appassionata al karuta, tant’è che ho comprato il libro delle 100 poesie tradotte con la spiegazione e le origini davvero interessante, le poesie sono molto belle.
    Poi mi sono ordinata dal Giappone le carte dell’uta karuta veramente belle, non me l’aspettavo che fossero tanto piccole rispetto alle nostre carte da gioco.
    Io ed i miei amici curiosi di provare a giocare a karuta, ovviamente cosa un po’ ardua farlo in giapponese, abbiamo provato a creare delle carte nostre usando i versi della divina commedia applicando però tutte le regole che si usa nell’uta karuta è stato davvero divertente giocarci anche se non è per niente semplice fidatevi :D

    • Anche io mi sto appassionando al karuta grazie a Chihayafuru. Sto quasi pensando di comprare quella specie di mazzo venduto assieme all’ultimo volume del manga per imparare meglio i poemi (anche se non avrò occasione di giocarci con nessuno… sono l’unica che sa il giapponese!)

      Per curiosità che libro hai comprato? Perché stavo pensando pure io di informarmi di più sulle poesie :D

      • Certo :) allora il libro si chiama : Aceri e Amore – Cento poesie di cento poeti dell’antico Giappone e lo puoi ordinare online sul sito: la compagnia della stampa, è l’unico sito dove lo puoi trovare.
        Vedrai che non te ne pentirai è fatto davvero bene e poi esteticamente è molto bello:) ti consiglio di ordinare anche proprio le carte da gioco anche da tenerle così in casa perché sono veramente belle anche quelle :D

  4. Volevo informarvi di una bellissima novità. A febbraio 2015 si aprirà il primo club di Kyougi Karuta in Italia, per chi fosse interessato o solo curioso di saperne di più, può visitare la pagina facebook: Kyougi Karuta Italia.

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