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Aggettivi in -i e in -na: come distinguerli e come funzionano

9 Gennaio 2020 2 CommentiGiapponese

Con questo articolo vorrei togliere qualche dubbio sugli aggettivi. Un argomento non complicato ma che può dare qualche problema ai principianti, che non sanno bene quando è necessario aggiungere -na negli aggettivi in -na o quale tempo usare quando gli aggettivi modificano un sostantivo.

Per seguire l’articolo è necessaria almeno la conoscenza di hiragana e katakana, assolutamente indispensabili per chiunque voglia imparare la lingua, anche solo a un livello base.

Iniziamo!

Distinguere gli aggettivi in -i e in -na

In giapponese ci sono due grandi famiglie di aggettivi che a seconda del tipo si comportano in modo diverso.

Fanno parte degli aggettivi in -i tutti gli aggettivi che terminano in -i. In realtà non proprio tutti ma quasi! In linea di massima, se vedi un aggettivo che termina con い è un aggettivo in -i. Qualche esempio:

  • 高い・たかい – Alto, costoso
  • 安い・やすい – Economico
  • いい – Bene, ottimo
  • 暑い・あつい – Caldo
  • 懐かしい・なつかしい – Nostalgico
  • 新しい・あたらしい – Nuovo

Per capire se un aggettivo appartiene all’uno o all’altro gruppo, è necessario vedere come si scrive in kanji.

Molti libri per lo studio del giapponese riportano nei capitoli iniziali esempi solo scritti in hiragana, rendendo difficile capire l’appartenenza di un aggettivo. Se per esempio scrivo ゆうめい potrebbe sembrare in apparenza un aggettivo in -i, ma in realtà non lo è, perché in kanji si scrive 有名, non c’è nessuna い finale.

おいしい (buono) è un altro aggettivo in -i molto comune.

E gli aggettivi in -na, invece? È un po’ più difficile definirli rispetto agli aggettivi in -i, perché questi non terminano in -na, ma il -na viene aggiunto solo quando sono in forma attributiva al tempo presente. Chiarirò questo aspetto tra poco, vediamo prima alcuni esempi:

  • 好き・すき – Piacevole
  • 有名・ゆうめい – Famoso, conosciuto
  • 親切・しんせつ – Gentile
  • 簡単・かんたん – Semplice
  • 静か・しずか – Silenzioso, tranquillo

Possono sembrare aggettivi in -i ma sono aggettivi in -na:

  • 嫌い・きらい – Odioso
  • きれい – Bello, pulito (in kanji si può scrivere 綺麗 o 奇麗, ma si trova più spesso scritto in hiragana per via dei kanji poco comuni)

L’aggettivo 好き in una frase

Come si coniugano

Prima di vedere la loro coniugazione è necessario soffermarsi su alcuni aspetti della grammatica. Può sembrare inutile ma credo che ti aiuterà a capire meglio come usare questi aggettivi!

Un aggettivo può essere usato in due modi diversi: come predicato e come attributo.

Aggettivo come predicato

Abbiamo la funzione predicativa quando il collegamento tra l’aggettivo e nome avviene per mezzo di un verbo. In italiano abbiamo delle frasi del tipo “[sostantivo] + [verbo essere] + [aggettivo]”, ad esempio:

  • Il libro è interessante
  • Quella persona è gentile
  • Il mare era calmo

Aggettivi in -i e in -na vengono coniugati in modo diverso, ecco uno schema che riassume come si trovano in forma predicativa, sia in forma piana che educata.

Conigazione aggettivi in -i:

  • 高い(です) – Presente affermativo
  • 高くない(です)
    高くありません – Presente negativo
  • 高かった(です) – Passato affermativo
  • 高くなかった(です)
    高くありませんでした – Passato negativo

Nota: si può aggiungere です all’aggettivo per renderlo educato, la forma piana dell’aggettivo in -i non prende だ. Le forme negative 〜くありません e 〜くありませんでした sono più formali.

Conigazione aggettivi in -na:

  • 好きだ (forma piana)
    好きです (forma educata) – Presente affermativo
  • 好きではない
    好きではありません – Presente negativo
  • 好きだった
    好きでした – Passato affermativo
  • 好きではなかった
    好きではありませんでした – Passato negativo

Nota: si può trasformare では in じゃ (es: 好きじゃない), molto più comune nel parlato.

Qualche frase d’esempio:

この本(ほん)は面白(おもしろ)い。Questo libro è interessante.
今日(きょう)は暑(あつ)いです。Oggi fa caldo.
あの人(ひと)は親切(しんせつ)だった。Quella persona era gentile.
日本(にほん)は安全(あんぜん)です。Il Giappone è sicuro.

Quando è un predicato l’aggettivo appare al fondo, seguito dalla copula です o だ.

Aggettivo come attributo

La forma attributiva si ha quando si lega direttamente un aggettivo al sostantivo. Se prima abbiamo visto frasi del tipo “X è Y”, adesso vediamo che l’aggettivo attribuisce la qualità al sostantivo in modo diretto. In italiano questi sono esempi di aggettivi in forma attributiva:

  • Libro interessante
  • Persona gentile
  • Mare che era calmo

Questi attributi mantengono le stesse qualità delle frasi viste prima, ma la struttura è diversa. Innanzitutto non sono delle frasi complete, abbiamo soltanto un sostantivo che è legato al relativo aggettivo.

Queste sono delle frasi complete che hanno un aggettivo in forma attributiva:

  • Questo è un libro interessante.
  • Questo sembrava un libro interessante.

Insomma puoi notare che posso aggiungerci altri elementi, rispetto alle frasi con aggettivi in forma predicativa.

In giapponese gli aggettivi vanno messi prima del sostantivo che modificano e devono sempre trovarsi in forma piana. Mentre nella forma predicativa possiamo avere una forma piana o educata, con la forma attributiva non c’è scelta: ci vuole sempre la forma piana.

Aggettivi in -i:

  • 高い+[sostantivo] – Presente affermativo
  • 高くない+[sostantivo] – Presente negativo
  • 高かった+[sostantivo] – Passato affermativo
  • 高くなかった+[sostantivo] – Passato negativo

Aggettivi in -na:

  • 好き+[sostantivo] – Presente affermativo
  • 好きではない+[sostantivo] – Presente negativo
  • 好きだった+[sostantivo] – Passato affermativo
  • 好きではなかった+[sostantivo] – Passato negativo

Nota: anche in questo caso si può trasformare では in じゃ.

Vedendo la tabella avrai notato che in effetti per il tempo presente dell’aggettivo in -na non c’è “da”, ma “na”. Ecco spiegato il nome di questo tipo di aggettivi: prende -na nella forma attributiva presente.

Il tempo degli aggettivi in forma attributiva e della frase

Quando dico che un aggettivo in -na prende il -na al tempo presente causa un po’ di confusione. Quello che intendo è che lo prende solo quando modifica un sostantivo al tempo presente, ma questo non significa che il resto della frase debba essere al presente. È questo capita anche in italiano: il tempo dell’aggettivo in forma attributiva e il resto della frase non devono per forza essere concordanti!

Posso dire “ho comprato una macchina blu”, il tempo della frase è al passato (“ho comprato”) ma la caratteristica della macchina (“blu”) non è passata. L’azione è stata fatta in passato ma la macchina è ancora adesso blu.

Invece la frase “ho comprato una macchina che era blu” è tutta al tempo passato e fa intendere che la macchina non sia più dello stesso colore di prima.

Insomma con un aggettivo in forma attributiva al tempo presente stiamo descrivendo una situazione “senza tempo”, ovvero una situazione presente o che non ha una collocazione in un momento passato.

Quindi se voglio dire “Mario era una persona gentile” in giapponese diventa マリオは親切(しんせつ)な人(ひと)でした (o だった), e puoi notare che la struttura è molto simile alla versione italiana, l’aggettivo ”gentile” è anche al presente mentre il resto della frase è al passato. L’aggettivo descrive una situazione senza tempo, non ci stiamo soffermando sul momento in cui Mario era gentile, ma sul fatto che in passato la caratteristica di essere gentile è durata nel tempo.

Vediamo ancora una frase in italiano: volevo prendere una mela dall’albero, ma era una mela acerba. “Mela acerba” è una caratteristica non passata, questo perché non è importante sapere se la mela, nel momento in cui pronuncio la frase, sia acerba o meno, ma mi concentro solo sul momento dell’azione.

Se invece usassimo il tempo passato con l’aggettivo, significa che vogliamo concentrarci su quel momento del passato. Ora questa caratteristica può essere rimasta nel tempo oppure no, ma quello che ci interessa è solo ricordare come fosse quell’oggetto/persona nel momento che viene descritto.

Vediamo qualche esempio:

昨日(きのう)は強(つよ)い雨(あめ)が降(ふ)っていた。Ieri stava piovendo forte (lett. stava cadendo pioggia forte).
Stiamo descrivendo uno stato costante della pioggia avvenuto il giorno prima. Insomma è uno stato costante (c’è l’aggettivo al tempo presente) avvenuto nel passato.

強(つよ)かった雨(あめ)がついにやんだ。La pioggia che era forte ha finalmente smesso.
La traduzione letterale serve per farti notare che abbiamo un aggettivo al tempo passato perché la situazione è cambiata. La pioggia era forte ma ha smesso.

子供(こども)の頃(ころ)に嫌(きら)いだった野菜(やさい)は何(なん)ですか? Quali sono le verdure che odiavate da bambini?
Magari certe verdure si odiano anche da adulti, ma qui ci si sofferma su una situazione passata: le verdure odiate durante l’infanzia.

昔(むかし)嫌(きら)いだった野菜(やさい)は今(いま)も嫌(きら)いです。Le verdure che odiavo allora le odio ancora oggi.
Non c’è stato un cambiamento di situazione, ma si usa 嫌いだった perché è legato a una situazione passata.

Per concludere

Un aggettivo in forma attributiva al tempo presente si concentra su uno stato attuale o senza tempo, non ha una collocazione in un momento del passato.

Al contrario, se un aggettivo passato modifica un sostantivo, ci si concentra su una qualità del passato: in quel momento era presente quella caratteristica.

Spero che questo articolo ti sia stato utile per toglierti qualche dubbio sugli aggettivi. Alla prossima!

Fonti articolo: Wasabi, Niwasaburoo

2 commenti

  1. Barbara Guastalla

    14 Gennaio 2020

    Con te si scopre sempre qualcosa di nuovo. E tutto è sempre spiegato con molta precisione.
    Grazie, davvero!

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