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Scrivere le parole in kanji con gli ateji (come funziona + esempi)

30 agosto 2013 10 CommentiGiapponese, Kanji

Hai mai sentito parlare del termine ateji (当て字)? Gli ateji sono tutti quei kanji che vengono usati per scrivere le parole solamente per il loro valore fonetico, in qualche caso anche di significato. Vediamo subito un esempio!

Se ti dico “sushi” saprai sicuramente di cosa sto parlando, ma forse non sai come si scrive in giapponese. Spesso questa parola in giapponese è scritta in hiragana (すし), ma non è raro trovarla scritta in kanji (寿司). I due kanji per comporre questa parola sono stati scelti per la pronuncia, rispettivamente il kanji 寿 dà la pronuncia “su” e 司 “shi”.

Questi kanji vengono chiamati “ateji“, danno solo la pronuncia alla parola ma non il significato, nessuno dei due kanji ha a che fare con il cibo. Quindi “sushi” non significa qualcosa del tipo “pesce crudo nel riso”, mi dispiace deluderti! In realtà la parola deriva dall’aggettivo 酸し (sushi), aspro/acido, e si riferisce ai piatti preparati con il riso, più precisamente con l’aceto di riso.

Parole straniere scritte in kanji

Il Giappone, venendo a contatto con diverse culture, ha preso in prestito molti vocaboli. Queste parole vengono definite in giapponese con il termine gairaigo, le parole prese in prestito da altri paesi.

Fino alla seconda guerra mondiale era molto comune scrivere queste parole in kanji. È un po’ quello che succede nella lingua cinese: dato che non possiede alcun sillabario come il katakana per trascrivere le parole di origine straniera, si trascrive ogni suono in caratteri cinesi.

Qualche esempio dalle gairaigo:

  • 珈琲・コーヒー Koohii – Caffè
  • 欧羅巴・ヨーロッパ Yooroppa – Europa
  • 亜細亜・アジア Ajia – Asia
  • 型録 ・カタログ Katarogu – Catalogo
  • 合羽・かっぱ Kappa – Mantello/Cappa
  • 護謨・ゴム Gomu – Gomma
  • 曹達 ・ソーダ Sooda – Soda
  • 麦酒 ・ビール Biiru – Birra
  • 釦・ボタン Botan – Bottone
  • 頁・ページ Peeji – Pagina

Attualmente per queste parole è più comune usare la scrittura in katakana, ma può capitare di incontrare ancora oggi la scrittura in kanji: è il caso di 頁 utilizzata di frequente per indicare il numero delle pagine, oppure è possibile trovare 珈琲 su qualche insegna.

La lista precedente comprende una piccola parte tra gli ateji più comuni. Se volessi vedere ulteriori esempi consulta questa tabella (in giapponese) per scoprirne altri molto curiosi.

Sulla lavagna c'è scritto l'ateji di

Sulla lavagna c’è scritto l’ateji di “cioccolato”: 貯古齢糖・チョコレート (chokoreeto)

Può essere utile conoscere i kanji che si usano per abbreviare i nomi delle nazioni. Questi kanji sono tratti rispettivamente dal nome di ciascuna nazione scritta in kanji.

Per fare un esempio “America” può essere trascritto in kanji in questa maniera 亜米利加, il secondo kanji 米 viene usato come abbreviazione per indicare gli Stati Uniti. Ti capiterà senz’altro di incontrarli su dizionari, quando riportano l’origine di una parola, e in altri contesti.

  • 伊 – Italia
  • 米 – USA
  • 英 – Inghilterra
  • 仏 – Francia
  • 蘭 – Olanda
  • 西 – Spagna
  • 葡 – Portogallo
  • 露 – Russia

Altri ateji non seguono solo il suono dei kanji ma anche il significato, come nel caso di 倶楽部・クラブ (kurabu, club). È una parola presa in prestito dall’inglese che potrebbe essere anche intesa come “posto in cui ci si diverte insieme” secondo i kanji da cui è composta.

Anche la parola 合羽・かっぱ (kappa, mantello/cappa), vista in precedenza, cade in questa categoria, visto che l’unione dei due kanji dà il significato di “ali che si incontrano”.

Ateji di origine giapponese

Proprio come l’esempio di 寿司 (sushi) a inizio articolo, sono stati assegnati degli ateji anche a parole di origine giapponese.

Alcuni esempi:

  • 沢山・たくさん Takusan – Molti/Tanti
  • 浪漫・ろうまん Rouman – Romantico
  • 兎に角・とにかく Tonikaku – Ad ogni modo, comunque
  • 滅多・めった Metta – Raramente
  • 野良・のら Nora – Campo

Se ti è già capitato di leggere qualche testo in giapponese, anche solo del secolo scorso, avrai già incontrato qualcuna di queste parole in kanji. Addirittura ce ne sono diverse coniate dal famoso scrittore Natsume Soseki.

Non tutti gli ateji seguono solo la lettura dei kanji, ma anche il significato dei kanji. In questo caso però si preferisce usare il termine di 熟字訓・じゅくじくん (Jukujikun).

Non ho dubbi che ne conoscerai già qualcuna, ne fanno parte tutte quelle parole con una lettura particolare in giapponese, per esempio 今日・きょう (kyou, oggi): la parola prende questa lettura solo quando si combinano i kanji 今 e 日. In pratica non si può suddividere la lettura nei due kanji, è una lettura unica che prende quando i kanji sono assieme.

In questo caso si dà importanza al significato e non alla lettura dei kanji singoli, in questa classificazione rientrano anche delle parole di derivazione straniera.

Esempi:

  • 煙草・タバコ Tabako – Tabacco, sigarette
  • 硝子・ガラス Garasu – Vetro
  • 大人・おとな Otona – Adulto
  • 今朝・けさ Kesa – Stamattina
  • 今年・ことし Kotoshi – Quest’anno
  • 梅雨・つゆ Tsuyu – Stagione delle piogge
  • 風邪・かぜ Kaze – Raffreddore (da non confondere con 風・kaze, vento)
  • 下手・へた Heta – Incapace
  • 吹雪・ふぶき Fubuki – Tempesta di neve
  • 明日・あす/あした Asu/Ashita – Domani
  • 小豆・あずき Azuki – Fagioli azuki
  • 果物・くだもの Kudamono – Frutta
  • 眼鏡・めがね Megane – Occhiali
  • 玩具・おもちゃ Omocha – Giocattolo

Qualsiasi parola, seguendo la fonetica, può essere resa con i kanji, nomi stranieri compresi (anche se il risultato non è dei migliori, quindi ti consiglio di scrivere il tuo nome in katakana!)

Esistono diversi ateji strani o divertenti, per esempio 夜露死苦・よろしく (yoroshiku, piacere. Ha dei kanji poco piacevoli rispetto al significato la parola: 夜 notte, 露 rugiada, 死 morte, 苦 sofferenza) o 五月蝿い・うるさい (urusai, rumoroso, fastidioso, formato dai kanji di “maggio” + “mosca”. “Le mosche di maggio” devono essere molto fastidiose!). Nessuna di queste due parole si scrivono normalmente in kanji, a parte nei giochi di parole o in qualche altro caso.

C’è anche una pubblicità che fa uso di un ateji molto particolare:

(Scrivere “Tropical Fruit” in kanji non ha nessuna utilità ma è divertente!)

Spero che l’articolo ti sia stato utile per approfondire questo aspetto del giapponese. Se è così non dimenticare di condividerlo sui social tramite uno dei pulsanti qui sotto. Grazie!

Fonti articolo: Imabi, Wikipedia

Immagine inizio articolo: Jeremy Keith

10 commenti

  1. Rihito0902

    30 agosto 2013

    Non avevo mai sentito parlare degli ateji. Comunque penso che sia meglio usare i kanji piuttosto dei kana :)

  2. anega tanega

    31 agosto 2013

    Hai fatto bene a trattare il fenomeno degli ateji.
    Fra questi alcuni esistono anche in cinese (浪漫 e 俱樂部/俱乐部), probabilmente importati dal giapponese – queste parole sono di epoca Meiji, giusto? I migliori, secondo me, son quelli che ricalcano sia il suono che il significato; per me questo vale in parte anche per 浪漫, con i caratteri di ‘impetuoso’ e ‘onda’, anche se in ordine sbagliato. Ah, e anche 合羽 (che non c’è in cinese), cioè ‘ali che si uniscono’, in rifermento alla forma degli impermeabili.
    In cinese di casi come questi ce ne sono parecchi, fra oltre a questi so anche:
    基因, gene (‘fattore di base’)
    雷達/雷达 radar (‘ricerca elettrica’).
    Le altre (poche) parole importate da altre lingue sono ateji comuni, senza calchi di significato (come巧克力, cioccolato e吉他 chitarra).
    Comunque, secondo me il giapponese dovrebbe insistere di più sugli ateji con il significato, invece che importare indiscriminatamente parole da altre lingue.

    • Sì, credo siano più o meno di quel periodo.

      Non sono tanto sicura sul fatto di usare più ateji nel giapponese, come puoi notare alcuni di questi hanno dei kanji davvero poco utilizzati nel giapponese, e ricalcare parole comuni con kanji rari vuol dire aumentare la lista dei kanji di uso comune. Diciamo che potrebbero utilizzare le parole che già esistono in giapponese e non il corrispettivo in inglese, ma ormai questi corrispettivi sono così tanto utilizzati che credo sia impossibile tornare indietro.

  3. anega tanega

    2 settembre 2013

    Non intendevo scrivere tutti gli ateji in Kanji, va benissimo anche il Katakana. Non c’è proprio niente di male in クラブ, ma l’importante è che ci sia sempre una ricostruzione di significato dietro…
    E poi sì, sarebbe meglio che i giapponesi la smettano di importare parole a caso dall’inglese, e imparino a usare le varianti ‘native’ delle varie parole.
    Giusto per curiosità – hai parlato di espressioni inglesi radicate nell’uso – sai per caso delle alternative a キス e プレゼント, forse tra le parole inglesi più usate in giapponese?

    • Alternative giapponesi? Certo, ne esistono. Per キス esiste 接吻・せっぷん (se devo essere sincera non ho mai visto questa parola), mentre per プレゼント c’è 贈り物・おくりもの, e almeno questa viene usata normalmente in giapponese, è abbastanza comune. Se consulti la pagina di Imabi che ho linkato a fine articolo trovi altre parole che hanno un’alternativa giapponese.

  4. anega tanega

    3 settembre 2013

    Aha, bella la pagina di Imabi…
    接吻 è presa dal cinese, dato che usa le letture On e esiste anche in cinese come combinazione (‘bacio’ si dice proprio così!). Immagino che i giapponesi trovino più giovanile dirlo all’inglese, mentre ho l’impressione che le parole di origine cinese si portino dietro un’aura un po’ troppo accademica e ricercata.
    La cosa strana di Imabi è che mette nelle parole native scritte in Ateji anche 合羽/かっぱ… che però viene dal Portoghese/Spagnolo – non so… – ‘cappa’, dal Latino ‘cappa’ e prima ancora ‘caput’, testa.
    Quindi non mi sembra corretto metterlo in quella categoria. O sono io che mi sbaglio?

    • Sì, viene considerato ateji come parola, in modo simile a 倶楽部 prende in considerazione sia il significato che la lettura dei kanji.

  5. anega tanega

    3 settembre 2013

    Penso tu mi abbia frainteso XD
    Intendevo dire che ha messo la parola nella lista delle parole native che usano i Kanji solo foneticamente, come Fuji e sushi, e non nell’elenco delle parole che ricalcano lettura e significato. Senza contare che kappa non è una parola nativa ma una gairaigo…

  6. Non pensavo esistesse un nome per definire gli ateji. Grazie per l’articolo.
    Anche i nomi propri stranieri scritti in kanji sono definiti “ateji”?

    Mentre ero in Giappone ho notato che, tra questi, vengono molto spesso usati -almeno in ambiente scolastico e giornalistico- gli ateji relativi ai Paesi, ed in particolare solamente il loro primo carattere: sui libri di testo viene solitamente scritto il nome intero dello Stato in katakana, mentre nei nomi di, ad esempio, trattati, vengono indicati con gli ateji i sottoscriventi.

    Per quanto riguarda 接吻 e キス, il secondo venne introdotto durante il periodo Meiji, e l’uso del primo andò via via scemando da quel momento in poi. Ricordo di aver visto l’uso nello scritto di 接吻 in 友情 e 愛と死 di 武者小路実篤, due libri pubblicati nel periodo Taisho. E mi viene in mente anche di un personaggio di 純情きらり, un telefilm della NHK ambientato durante le prime battute della WWII, affermare “接吻した”, ma non sono sicura se ci fosse dietro una ricerca filologica o se, semplicemente -probabilmente, cercassero di rendere l’effetto di un linguaggio obsoleto.

  7. Sì, anche i nomi si definiscono ateji, è un modo per scrivere le parole in kanji seguendo la fonetica.

    Ti ringrazio per il commento, l’ho trovato davvero molto interessante ed ho imparato qualcosa ^^

    In effetti le abbreviazioni in kanji dei paesi sono usate spesso (per esempio 伊 per Italia o 仏 per la Francia), ogni tanto conoscere gli ateji può essere utile.

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