Hanami Blog

Breve storia dell’alfabeto coreano

12 marzo 2013 7 CommentiCorea, Coreano

Vorrei parlare brevemente della storia dell’alfabeto Hangul, perché trovo molto curiosa la storia della sua nascita: una scrittura molto diversa dai vicini Cina e Giappone.

Il cinese e il giapponese sono due lingue differenti ma hanno in comune gli ideogrammi, mentre in Corea hanno ormai un utilizzo più limitato. Trovo molto interessante la scelta di creare un alfabeto da zero, senza evolversi da precedenti alfabeti.

L’Hangul fu inventato durante la dinastia Choson per opera del re Sejong, considerato uno dei più grandi regnanti della storia coreana. Non è un caso che gli fu attribuito l’appellativo di “Sejong il Grande”.

Salito al trono a soli 21 anni, cercò di migliorare ogni aspetto del suo regno come la cultura e l’istruzione, l’agricoltura, l’apparato militare. Si dedicò moltissimo a molti progetti culturali, tra cui la creazione di un alfabeto coreano.

In quel periodo la Corea utilizzava la scrittura cinese, ma non era abbastanza adatta a rappresentare i suoni e le parole, non era possibile trascrivere in modo accurato la lingua coreana, molto diversa da quella cinese.

In più soltanto gli aristocratici (yangban, la classe sociale più importante composta da funzionari-studiosi confuciani) sapevano leggere e scrivere in hanja (la scrittura in ideogrammi coreana), mentre la maggior parte della popolazione era analfabeta.

Il popolo non aveva alcun mezzo per difendersi o per scrivere le proprie idee. Re Sejong voleva migliorare il benessere della popolazione, quindi decise di creare un alfabeto facilmente accessibile a tutti.

Con l’aiuto di diversi ricercatori e dopo anni di lavoro, nel 1446 nacque l’alfabeto Hangul con la pubblicazione del documento Hunmin Jeongeum (훈민정음; 訓民正音), ovvero “i suoni adatti per l’istruzione delle persone”. Era il nome originale dell’alfabeto prima di essere chiamato semplicemente “Hangul“.

Pagina dell’Hunmin Jeongeum

Il nome “Hangul” venne coniato solamente nel 1912, parola che può significare sia “grande alfabeto” che “alfabeto coreano”: 한 (han) può significare sia grande (in coreano antico) che Corea, mentre 글 (gul) significa scrittura.

Questo sistema di scrittura riscosse molto successo tra il popolo, ma non era ben visto dalla classe aristocratica. I funzionari consideravano questo alfabeto come una minaccia al loro status, poiché solamente chi conosceva la scrittura hanja poteva far parte della casta ed era l’unica scrittura che consideravano legittima. Addirittura nel 1504 ne fu proibito l’utilizzo e lo studio dell’Hangul dal re Yeonsangun, rischiando quasi di farlo scomparire.

Ci fu qualche ripresa dell’alfabeto nei secoli successivi, ma solamente con l’arrivo del XX secolo diventò sempre più usato a discapito della scrittura in hanja, diventando la scrittura ufficiale della Corea.

Sicuramente Sejong è riuscito nell’intento di creare una scrittura semplice ed accessibile a tutti, si riesce ad apprendere veramente in poco tempo! Viene anche considerata una delle scritture più logiche mai create.

Sarà un caso che le varie lettere hanno questa forma? Assolutamente no, ci sono delle scelte precise dietro la scelta della forma delle lettere.

La forma delle lettere

Secondo quanto riportato nel documento Hunmin Jeongeum per le consonanti si è voluto rappresentare graficamente i suoni secondo la forma della bocca, partendo dai suoni principali:

  • ㄱ k
  • ㄴ n
  • ㅁ m
  • ㅅ s
  • ᄋ ng

Per poi ricavare tutte le altre lettere con l’aggiunta di tratti o raddoppiando le consonanti base.

Mentre le vocali hanno tre elementi principali che riflettono la filosofia dello yin/yang e l’armonia delle vocali:

  • • rappresenta il cielo (yang, il pallino diventò con il tempo una linea)
  • ㅡ rappresenta la terra (yin)
  • ㅣ rappresenta l’uomo

Tutte le vocali sono create combinando questi elementi.

I coreani danno grande importanza a questo alfabeto, tanto da essergli stato dedicato un giorno: il 9 ottobre è il giorno dell’Hangul. Non si tratta di una data casuale, ma è il giorno in cui è stato proclamato il documento che ha dato il via all’uso di questo alfabeto.

Bonus per chi vuole approfondire: Ho trovato un sito in giapponese che ha trascritto interamente il documento Hunmin Jeongeum Haerye, con tanto di spiegazione e traduzione della nascita delle diverse lettere dell’alfabeto coreano.

Ti piacerebbe imparare l’hangul?

L’hangul non è difficile ma la sua pronuncia può dare qualche problema all’inizio. Per aiutare tutti quelli interessati a capire il funzionamento dell’alfabeto coreano ho scritto l’ebook Hangul Passo Passo. Forse potrà essere utile anche a te, dacci un’occhiata!

Immagini: Flickr Andrew, Wikimedia, Vocali e Consonanti

7 commenti

  1. Uh davvero interessante come sia nato dal nulla
    E anche il fatto delle consonanti in base a come le si pronunciano è fantestico °W°

    Certo ci ho messo un po’ a capirlo, senza il disegnino non ci vedevo molto la s in ㅅ

    Il re Sejong è stato un geniaccio °_°

  2. Rihito0902

    12 marzo 2013

    Bellissima la storia dell’alfabeto coreano. Ma adesso la scrittura con gli hanja è totalmente decaduta?

    • Si trovano ancora gli hanja sui giornali o in altri casi (per esempio in caso di omofonia), ma sono davvero pochi! Mentre in Corea del Nord non si usano per niente.

      Addirittura durante il dominio giapponese in Corea era stato adottato un sistema simile a quello giapponese kana-kanji ma con hanja e hangul, abbandonato dopo il 1945 in favore dell’hangul.

  3. anega tanega

    13 marzo 2013

    E’ proprio un peccato che sia decaduta la scrittura hangul-hanja che, in una lingua come quella coreana, piena di prestiti dal cinese, avrebbe ridotto di un sacco l’ambiguità fra le parole.
    Però apprezzo molto anche l’idea del re Sejong, che diede al proprio popolo un metodo di scrittura per la loro lingua.
    Una domanda: in giapponese posso usare i Kanji sia per scrivere parole native giapponesi (esempio stupido: 水 みず) ma anche per i Kango, le parole importate dal cinese (esempio: 図書館 としょかん).
    Ammesso che vengano usati anche al giorno d’oggi, gli hanja potrebbero venire usati anche per parole non importate dal cinese? Che ne so, 水 per 물, che non è certo di origine cinese…

    • Bella domanda (che non mi sono mai posta perchè finora ho visto solo Hangul!)
      Le parole di orgine coreana non hanno gli hanja, però l’esempio che hai fatto tu penso sia possibile.
      Gli hanja indicano le parole importate dal cinese ma non è detto che tenga la lettura originale, come scritto nella wikia del coreano . Mi indica due letture per 水: 물 e 수. Poi certamente è comune trovarlo scritto in hangul.

      Mi spiace non poter fare altri esempi perchè sono davvero rari!

  4. anega tanega

    14 marzo 2013

    Ah, ho capito… quindi l’uso sarebbe simile a quello giapponese. Però a me non dispiacerebbe davvero, avere hangul e hanja insieme… Tu cosa ne pensi? Che sistema preferiresti?

    • Sicuramente mi piacerebbe misto “alla giapponese” dato che sono abituata così, però basta cercare le parole sul dizionario e si trovano gli hanja. Alcune parole cerco di memorizzarle in questa maniera.

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