Hanami Blog

Colori in giapponese: 青 (ao, blu) e 緑 (midori, verde)

28 febbraio 2014 11 CommentiGiappone, Giapponese
青 e 緑

Il colore 青・あお (ao) deve aver confuso tanti studenti di giapponese: possiamo usare il termine per indicare un cielo azzurro (青空・あおぞら, aozora), oppure indicare qualcosa di verde, come una bella mela verde (青りんご ao ringo).

Come è possibile che 青 indichi al tempo stesso sia blu che verde? Tutto ciò ha origini molto, molto lontane…

Le origini di 青 (ao) e 緑 (midori)

Se ti sembra già abbastanza confuso così, nell’antico Giappone deve essere stato anche peggio: 青 indicava “qualsiasi colore tra il nero e il bianco“. C’erano solo quattro colori: rosso あか (aka, 明色), nero くろ (kuro, 暗色), bianco しろ (shiro, 顕色) e blu あを (aq, 漠色). Con quest’ultimo colore si poteva indicare qualsiasi altro colore freddo come grigio, viola, verde e persino colori tendenti al nero.

青 alle origini

Sono tutti colori con 青, provare per credere

Con il passare del tempo la gamma di colori si restrinse, fino ad indicare qualsiasi sfumatura tra il blu e il verde. Infine fece capolino anche la parola 緑・みどり (midori), ma aveva un utilizzo decisamente più ristretto, utilizzata solo per qualche sfumatura di colore.

Solo dopo la seconda guerra mondiale si iniziò a distinguere i colori con due parole differenti, gli attuali 青 (ao) e 緑 (midori).

Questo cambiamento non toccò però i vocaboli giapponesi: molte parole con 青 mantengono ancora oggi il significato di “verde” come in origine, in qualche caso indica un colore scuro (come 青馬・あおうま, aouma, cavallo dal manto scuro). Questo può confondere chi non conosce l’origine della parola, dato che spesso viene insegnato che 青 è uguale a blu.

Espressioni e parole con 青 (ao) e 緑 (midori)

Quindi con 青 possiamo indicare sia qualcosa di blu, come il mare o il cielo, sia qualcosa di verde, come la vegetazione o il colore della verdura (abbiamo appurato che le mele blu non esistono!)

E non solo: 青 spesso indica qualcosa non maturo, senza esperienza, mentre se riferito a una persona può voler dire essere pallido/impallidire quando si sta poco bene o per uno spavento.

In tutto abbiamo quattro significati differenti a seconda dei casi: blu, verde, non avere esperienza/essere immaturo, perdere colore. Vediamo qualche parola d’esempio:

  • 青葉・あおば (aoba) – Fogliame verde, nuova vegetazione (potremmo definirla “non matura” in un certo senso)
  • 真っ青・まっさお (massao) – Azzurro intenso, se riferito al colorito essere pallido
  • 青年・せいねん (seinen) – Un uomo giovane (e quindi non maturo)
  • 青二才・あおにさい (aonisai) – Inesperto
  • 青菜・あおな (aona) – Verdura, ortaggi
  • 青果・せいか (seika) – Frutta e verdura
  • 青くなる・あおくなる (aokunaru) – Diventare blu/verde, impallidire

E poi il termine più confusionario di tutti: 青信号・あおしんご (aoshingo), ovvero la luce verde del semaforo. Si dice che, con l’introduzione dei semafori, il termine ufficiale per riferirsi al colore della luce fosse 緑 (midori), ma i giapponesi preferivano chiamarla 青 (ao). Forse per i giapponesi è stato più naturale utilizzare 青 perché in origine non esisteva nessun colore 緑, ma è stato introdotto solo successivamente.

Il termine 緑 nelle parole si riferisce al verde e alla natura, come nel caso di 緑茶・りょくちゃ (ryokucha, tè verde) e 緑地・りょくち (ryokuchi, area verde).

O almeno è così in quasi tutte le parole, c’è un’espressione che a prima vista lascia perplessi: みどりの黒髪・みどりのくろかみ, midori no kurokami. Cosa c’entra il verde con i capelli neri? Niente, perché みどり non si riferisce al colore.

La parola 緑 in origine indicava qualcosa di fresco, di giovane, come la nascita di germogli. Quindi l’espressione indica dei capelli lucenti, di un bel colore nero. Altro termine con みどり è 嬰児・みどりご (midorigo), neonato o bambino, anche in questo caso riconducibile a qualcosa di giovane (attenzione che みどりご è un termine arcaico).

Altri kanji usati per scrivere i due colori

Fino adesso ho sempre scritto あお con questo kanji 青, in realtà ne esistono altri due, meno utilizzati.

Senza dubbio 青 è quello più comune, quello per riferirsi in modo generico al colore e al significato di immaturo, mentre 蒼 e 碧 indicano due diverse sfumature.

蒼 indica un colore spento, un colore senza vita, più scuro. 碧 è invece una sfumatura più chiara, più brillante, può anche indicare una via di mezzo tra verde e blu. 碧 può anche essere letto みどり (midori), accentuando in questo caso il verde.

みどり può essere scritto anche con 緑 e 翠. Nelle parole ho sempre visto il primo kanji, credo che il secondo si distingua solo per una leggera differenza di sfumatura: pare indichi il colore del piumaggio del martin pescatore, difatti il kanji è contenuto nel nome giapponese 翡翠・カワセミ (kawasemi). 緑, tra i colori tradizionali, include anche qualche colore tendente al giallo.

緑 e 翠

Qualche differenza tra i diversi verdi

Tutte queste piccole differenze tra un colore e l’altro, tra un kanji e l’altro, possono dare vita a tante piccole sfumature nella letteratura e nella poesia. Anche attraverso i colori possiamo conoscere qualcosa di più sulla cultura e sulla lingua giapponese.

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Immagine: sor

Fonti articolo: Quora, Wikipedia, Chiebukuro.

11 commenti

  1. Interessante la cosa del verde come impallidire. Mamma me lo dice spesso xD
    Non vedo l’ora di leggere curiosità anche sugli altri colori *ç*

  2. anega tanega

    28 febbraio 2014

    Stavo per commentare questo articolo in modo approfondito, ma conservo l’idea per un articolo… Ho un’ispirazione, finalmente!
    Complimentoni comunque per l’articolo.
    Solo una domanda: ma il giallo da dove salta fuori? Mi stupisce abbia una lettura Kun…

    • In che senso? Il giallo ha comunque più letture.

      • anega tanega

        28 febbraio 2014

        Intendo dire che mi sembra strano che il giallo abbia una lettura non presa dal cinese, se, come dici tu, questo colore non esisteva nella concezione originaria giapponese.
        Magari un tempo, come midori, significava una cosa completamente diversa?

        • Posso confermarti che la concezione di giallo entrò in Giappone in un secondo momento proprio dalla Cina. La tua domanda è molto interessante e su internet ho anche trovato qualche spiegazione sul perché della lettura き di 黄. Non c’è una teoria certa sulla sua origine, quello che posso dirti che il termine 黄金 si leggeva くがね, così come il colore era くいろ. Infine く cambiò in き. Da dove saltà fuori き? Ci sono diverse teorie che pensano sia dal colore delle foglie cadute dagli alberi (木・き) oppure da oro (金・きん). Altre teorie invece pensano che siano dal kanji 生・き perché il giallo era il colore semplicità. Un sacco di teorie ma nulla è certo!

          • anega tanega

            1 marzo 2014

            Molto interessante, il mondo dei colori mi affascina.
            Pensa che c’è uno studio che ha dimostrato che in QUALSIASI lingua, se ci sono due colori, sono bianco e nero; se sono tre, c’è anche il rosso; se sono quattro c’è anche il blu o il verde, e infine si aggiunge il giallo! Guarda caso vale anche per il giapponese! Incredibile, no?
            Ti va bene, comunque, se scrivessi un articolo sui colori in cinese?

          • Certo ^^ Sarebbe molto interessante per confrontarli con i successivi miei articoli sui colori in giapponese. Se riesci anche a dire qualcosa di più sull’etimologia dei kanji ancora meglio!

  3. Blog appena scoperto. Bellissimo articolo. È interessantissimo leggere questo tipo di approfondimenti, non se ne trovano molti! Grazie!

  4. Da alcuni studi sembrerebbe che nonostante i colori possiedano un significato culturale, hanno comunque caratteristiche oggettive. Il rosso ad esempio in Giappone ha un significato diverso che da noi però innescherebbe in ogni essere umano a prescindere da etnia e base culturale gli stessi processi fisiologici.In questo caso attivazione del sistema nervoso e provocherebbe un aumento (nulla di preoccupante) del battito cardiaco,eccitazione ecc.Ciò sarebbe la teoria ala base dell’utilizzo di un test usato da alcuni psicologi.Proprio in uno di questi libri che spiegava questo principio leggevo che in Giappone in alcuni posti di lavoro avevano colorato di rosso i bagni per evitare che gli impiegati bighellonassero in giro ma tornassero in fretta a lavorare. Certo il libro era un pò datato :)

    • Sì, ogni cultura associa i colori a determinate cose (per esempio il fatto che i giapponesi disegnino il sole rosso mentre per noi è giallo). Ma non l’avevo ancora sentita quelli dei bagni!

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