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Come scrivere il proprio nome in coreano

20 luglio 2017 Lascia un commentoCoreano

In questo articolo vedremo come scrivere in maniera esatta il proprio nome in coreano. In particolare vedremo con attenzione tutti quei suoni che sono difficili da rendere in coreano.

Ma prima di iniziare è necessaria una premessa.

Per trascrivere un nome straniero si segue la pronuncia della parola, non la grafia. Quindi, se voglio trascrivere il nome “Nicole”, dovrò trascriverlo in coreano come se fosse scritto “Nicol”.

Seconda puntualizzazione da fare è che le lettere non vengono scritte una dietro l’altra ma vengono raggruppate in sillabe. Ogni sillaba deve essere composta almeno da una consonante e una vocale. Se hai bisogno mantenere il suono della vocale devi inserire la consonante muta ㅇ nella sillaba. Ad esempio 아 (a).

Non mi dilungherò a spiegare come scrivere ogni singola lettera, ho già parlato in maniera più o meno approfondita dell’hangul in questo articolo. Per comodità riporterò in qualche caso la pronuncia trascritta in lettere, ma tieni conto che si tratta solo di un’approssimazione.

Trascrivere le vocali

Le vocali coreane sono più numerose rispetto alle nostre 5: per indicare una vocale aperta o chiusa si utilizza una lettera diversa. Vediamo come funziona.

ㅏ (a) e ㅣ(i) sono come in italiano, non c’è molto da aggiungere. Ecco un nome che fa uso di entrambe le vocali: Maria 마리아.

Passiamo alla o: in coreano si può scrivere in due maniere diverse ㅗ e ㅓ, rispettivamente o chiusa e o aperta. Con i nomi italiani si usa sempre ㅗ: Domenico 도메니코, Giorgio 조르지오.

La stessa cosa si può dire per la vocale e: si può trascrivere in due maniere diverse (ㅐ,ㅔ) ma si usa sempre l’ultima versione: Erika/Erica 에리카, Simone 시모네.

Ci manca ancora la u. In coreano ci sono due tipi di u, una delle quali è molto particolare. ㅜ è come quella italiana, pertanto si usa questo principalmente questo carattere, per esempio Aurora si scrive 아우로라. L’altra u particolare ㅡ, pronunciata allargando le labbra, si usa in determinati casi che vedremo tra poco.

Vale la pena di citare ancora le vocali composte con il suono y (ㅑ ya, ㅛ yo, ㅕ yo, ㅠ yu…). Forse stai pensando di trascrivere il suono “ia” o “ja” italiano con la letteraㅑ (ya), visto che la pronuncia è praticamente la stessa, in realtà si preferisce trascrivere le vocali separatamente: Jacopo 이아코포, Mario 마리오.

In generale se c’è un suono con la y nel nome usa pure la vocale con y, altrimenti usa le vocali semplici. Le vocali con y possono esserti utili da usare assieme a ㅅ per ottenere i suoni in “sc” (esempio: Sharon 샤론 sharon/셰론 sheron, a seconda del tipo di pronuncia).

Trascrivere le consonanti

Anche con le consonanti il discorso è un po’ complicato: la loro pronuncia cambia a seconda della posizione che occupa in una parola. Cercherò di semplificare la spiegazione al massimo visto che lo scopo di questo articolo è la trascrizione dei nomi.

Vediamo quali sono le lettere con due diverse pronunce:

  • ㄱ k (c dura come nella parola “cane”)/g (g dura come in “gatto” “ghiro”)
  • ㄷ t/d
  • ㅂ p/b
  • ㅈ ch (c dolce come in “ciao”)/j (g dolce come in “gioco”)

A inizio parola si pronunciano con il primo suono elencato (quindi rispettivamente k, t, p e ch), in mezzo alla parola o in mezzo a una frase prende il secondo suono. Per questo ti capiterà sentire nomi in italiano con l’iniziale B pronunciati P, o nomi che iniziano con D pronunciati come T.

Esempi:

  • Gaia 가이아 (suona un po’ come “Kaia”)
  • Dario 다리오 (“Tario”)
  • Beatrice 베아트리체 (“Peatrice”)
  • Giada 지아다 (“Ciada”)

Dato che può verificarsi questo cambio di suono all’interno di una frase o di una parola, come posso fare per mantenere i suoni C (dura), T, P o Ch (c dolce)? Bisogna ricorrere ai suoni aspirati di queste consonanti, cioè rispettivamente a ㅋ, ㅌ, ㅊ e ㅍ. Così la pronuncia è molto simile a quella italiana.

Esempi:

  • Chiara 키아라
  • Mattia 마티아
  • Paola 파올라
  • Alice 알리체

Inoltre le consonanti possono prendere un suono diverso quando si trovano alla fine di una sillaba.

Per esempio ㄹ si può leggere sia r che l, prende la prima pronuncia a inizio parola e in mezzo alle vocali, l’altra pronuncia a fine sillaba. Se voglio trascrivere il nome “Barbara” non potrò mai mettere ㄹ in posizione finale perché prenderebbe la pronuncia l, allora come si può mantenere il suono r? Basta ricorrere a ㅡ! Quindi alla fine il nome si scriverà 바르바라. In questo caso il risultato finale è molto simile alla parola italiana, la u si sente appena.

Altri esempi:

  • Alex 알렉스 (il suono “x” è creato tramite ㄱ k e ㅅ s)
  • Arnaldo 아르날도
  • Cristina 크리스티나
  • Francesco 프란체스코
  • Greta 그레타
  • Stefano 스테파노

Tieni in posizione finale solo ㅁ (m),ㄴ (n) e ㄹ (se vuoi dare il suono l). Non sono gli unici suoni che mantengono la loro pronuncia, ma alcune consonanti in posizione finale cambiano pronuncia a seconda della consonante seguente. Per trascrivere un nome italiano non hai bisogno di conoscere altro.

I suoni doppi

In coreano si possono scrivere facilmente alcuni suoni doppi. Per esempio due ㅁ (m) o ㄴ (n) di fila si possono usare per scrivere “mm” o “nn”: Anna 안나, Tommaso 톰마소.

Ci sono lettere in coreano che indicano un suono doppio (tipo ㅆ ss o ㄸ tt ) ma non si trovano così spesso nei nomi italiani. Per esempio Jessica si trascrive semplicemente 제시카, con una ㅅ sola. Però Rossana si scrive con ㅆ, 로싸나, probabilmente per distinguerlo da Rosanna o altri nomi simili.

Il più delle volte queste lettere doppie non ci sono proprio! Ti lascio ancora un paio di esempi: Benedetta 베네데타, Matteo 마테오.

Come trascrivere i suoni che non esistono in coreano

Mancano ancora alcuni suoni che il coreano non trascrive in maniera perfetta.

F: L’unica maniera per rendere questo suono è ricorrere a ㅍ. Sì, si legge come p aspirata! Federica 페데리카, Stefania 스테파니아.

Gn: Il suono gn italiano viene reso tramite ㄴ più una vocale con y. Ignazio 이냐치오.

Si: A seconda seconda del tipo di s, si può trascrivere come 시 (shi) o 지 (chi/ji), di solito si ricorre al primo modo. Anastasia 아나스타시아, Simona 시모나.

L: Sappiamo già che ㄹ si legge r/l a seconda dei casi, in particolare abbiamo visto che si legge sempre r se si trova in mezzo alle vocali. Allora come si può trascrivere un nome italiano che ha l + vocale? Si possono scrivere due ㄹ. Due ㄹ di fila si leggono come due “l”: Alessia 알레시아, Maddalena 마달레나, Giulio 줄리오.

Non c’è nulla da fare invece per i nomi che iniziano con questa lettera, ci tocca per forza usare ㄹ con la pronuncia r. In coreano questa lettera si legge come un misto tra il suono r e l, proprio come in giapponese. Esempi: Luca 루카, Laura 라우라, Lisa 리사.

V: Il suono v (inclusi i nomi italiani con w che si leggono v) si trascrive con ㅂ. Valerio 발레리오, Valentina 발렌티나, Giovanna 지오반나, Walter 발테르.

Z: Il suono z si trascrive con ㅈ, ㅅ o ㅊ, dipende a quale suono assomiglia di più il tipo di z. Lorenzo 로렌조, Vincenzo 빈첸소.

Controllare che il nome sia giusto

Sei riuscito a scrivere il tuo nome in coreano ma non sei sicuro che sia giusto? Esiste un metodo semplicissimo per controllare.

Prova a cercare sulla Wikipedia italiana qualche personaggio famoso con il tuo nome. Nella colonna di sinistra clicca sulla versione coreana della pagina (한국어) e controlla il nome trascritto in hangul. Non tutte le pagine italiane sono tradotte in coreano ma si possono comunque trovare diversi nomi italiani.

Oppure prova a fare una ricerca su Google e vedi se trovi qualche risultato con il nome scritto in hangul.

Ti piacerebbe saper leggere in coreano?

Se vuoi iniziare a studiare coreano ti consiglio di partire proprio dal suo alfabeto. Se hai bisogno di un aiuto per memorizzarlo puoi provare con l’ebook Hangul Passo Passo.

Sarai guidato, passo dopo passo, nell’apprendimento delle lettere che costituiscono l’alfabeto coreano. Vedrai bene il suo funzionamento, la pronuncia di ogni lettera e quali sono le regole importanti da conoscere per leggere alcune combinazioni di lettere.

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