Hanami Blog

Hanami e Sakura nella cultura giapponese

26 Marzo 2013 4 CommentiGiappone

Non mi è mai capitato di parlare dei fiori di ciliegio, ed è strano visto il nome che ho deciso di dare a questo sito! Direi che è il periodo giusto per parlarne, visto che sono sbocciati (addirittura in anticipo rispetto a quello che era stato previsto).

In questo articolo mi piacerebbe soffermarmi e vedere perché i fiori di ciliegio (桜 sakura in giapponese) sono così importanti nella cultura giapponese.

Storia dell’Hanami

L’Hanami (花見 “Osservare/ammirare i fiori”) è un’usanza importata dalla Cina che risale al periodo Nara, all’incirca nell’VIII secolo, in cui si era soliti ammirare i fiori dei prugni (梅, ume). Solamente nel periodo successivo, quello Heian, i sakura diventarono la scelta preferita, così tanto che la parola 花・はな (hana, fiore) indicava in particolare fiori di ciliegio. Non è un caso che per indicare l’ammirazione di questi fiori si usi il termine 花見 (hanami)!

Inizialmente fu un’usanza limitata alla sola corte imperiale di Kyoto, ma pian piano si diffuse anche alla popolazione. Prima si diffuse tra i samurai, alla fine anche alle persone comuni nel periodo Edo, un periodo piuttosto stabile e con una buona crescita economica. La gente si riuniva sotto ai sakura per mangiare e bere sakè.

E così arriviamo ai giorni nostri: i giapponesi scelgono di riunirsi tra amici, parenti o colleghi e fare picnic sotto questi alberi e godersi una meravigliosa vista. Ogni anno aspettano con trepidazione la fioritura dei fiori di ciliegio, annunciata in anticipo dall’Agenzia Meteorologica giapponese.

Per l’occasione vengono preparati dei piatti come: sakura-yu (桜湯) tè preparato con l’infuso di fiori di sakura; sakura-mochi (桜餅) un dolce di riso avvolto da una foglia di sakura; dango, polpettine di riso dolci.

A proposito dei dango, esiste un famoso proverbio giapponese: 花より団子, hana yori dango, ovvero “meglio i dango dei fiori (di ciliegio)”. La gente preferisce mangiare i dango rispetto ad ammirare i fiori: un proverbio per spiegare che per indicare che si preferisce la sostanza rispetto alla forma.

Il significato dei sakura

A questi bei fiori è associato un significato non proprio allegro: mono no aware (物の哀れ – 物 mono:cosa, 哀れ aware: pathos, malinconia, pietà, compassione), traducibile in italiano con il “pathos delle cose“.

È un termine che esprime la consapevolezza della fine, la tristezza della precarietà delle cose. Indica come tutte le cose sono destinate a finire, proprio come i fiori di sakura sono ben presto destinati a cadere. Infatti la fioritura non dura più di una-due settimane.

Questo concetto buddista influenza fortemente la cultura giapponese nella poesia, nella letteratura e nell’arte: l’esempio più famoso è forse “Genji Monogatari“, il romanzo scritto da Murasaki Shikibu nel periodo Heian. Un modo per esprimere l’apprezzamento della bellezza effimera, non eterna, di cui i sakura sono una perfetta metafora di questo concetto.

Non stupisce che questa immagine dei sakura sia associata ai guerrieri, non solo ai samurai, ma anche ai kamikaze durante la guerra mondiale: non c’era modo più onorevole che morire in battaglia come petali di sakura dispersi sul terreno.

Comunque hanno anche un lato positivo: indicano un nuovo inizio. Ad aprile è fissato l’inizio dell’anno scolastico e l’inizio dell’anno fiscale in Giappone, proprio durante il periodo della fioritura dei ciliegi. Chi inizia un lavoro, chi inizia l’università o chi l’anno scolastico: ai sakura viene associato l’inizio per molti giapponesi.

Si potrebbe dire che i sakura rappresentano il ciclo della vita: la giovinezza nel momento in cui fioriscono, e la morte nel momento in cui sfioriscono. Forse è proprio per questo che sono uno dei fiori più amati dai giapponesi.

Un bel fiore che, purtroppo, dura poco!

Fonti articolo:Wikipedia, Think Japan

Immagini: Flickr coniferconifer, 足袋人の柳, kazutan3@YCC; Wikimedia Commons: giapponese, Midori

4 commenti

  1. Quanto mi piacerebbe vedere dal vivo una scena come quella della foto di notte. Non so perchè ma mi ricorda Sei’an City di Okami *W*

  2. anega tanega

    26 Marzo 2013

    Bellissimo articolo anche questa volta, complimenti!
    Sapevo già del significato dei fiori di ciliegio come precarietà della vite, eccetera, ma non mi sarei mai sognato di immaginare che l’anno fiscale iniziasse proprio in quel periodo, e per quel motivo. Bella simbologia!
    Conoscevo anche il proverbio “hana yori dango”.
    Per caso, sai qualcosa della tradizione originale cinese? I fiori di prugno (suppongo che in Cina fossero quelli) sono presenti in molti aspetti della cultura nazionale, ma di questa usanza non ne so proprio nulla!

  3. anega tanega

    27 Marzo 2013

    Il secondo articolo è molto interessante, molte di queste simbologie non le conoscevo proprio!

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