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Introduzione alle onomatopee giapponesi: classificazione ed esempi

5 Luglio 2013 2 CommentiGiapponese

Bau, miao, splash sono alcune delle onomatopee che possiamo trovare nella lingua italiana. Ammetto di averci pensato un attimo su quali scrivere, in italiano l’uso delle onomatopee è limitato ai fumetti o ai versi degli animali, il giapponese è davvero ricco di suoni!

Se hai appena iniziato con lo studio del giapponese può sembrarti strano sapere che sono fondamentali da conoscere come qualsiasi altro vocabolo.

Se stai pensando che le onomatopee sono solo per bambini ti sbagli di grosso! Vengono utilizzate quotidianamente anche da persone adulte. Molti concetti non possono essere espressi solo tramite dei verbi, bisogna ricorrere alle onomatopee per aggiungere qualche altra caratteristica in più.

Se in italiano esistono diversi verbi per esprimere una risata come ridere o ridacchiare, in giapponese potrebbero essere tradotti entrambi con il verbo 笑う・わらう (warau). Ma il verbo significa semplicemente “ridere”, “sorridere”: come fare per differenziare diversi tipi di risate? Bisogna ricorrere alle onomatopee.

Quindi possiamo avere diversi tipi di risate in giapponese ricorrendo a differenti onomatopee: くすくす笑う (kusu kusu warau) fare una risatina, にやりと笑う (niyari to warau) sogghignare, げらげら笑う (gera gera warau) ridere a crepapelle…

Non è facile entrare nell’ottica delle onomatopee, presto ti accorgerai che è pieno di questi suoni, non solo nei manga ma anche nelle normali conversazioni. Sono parole brevi che si prestano bene a descrivere qualcosa, si trovano spesso nelle pubblicità, anche gli scrittori fanno largo uso di queste parole nelle loro opere.

Cosa c'entra Pikachu con le onomatopee? Il suo nome è formato da due differenti onomatopee: ピカピカ (onomatopea per indicare qualcosa che brilla, luccica) e  チューチュー (il verso del topo: squittire)

Cosa c’entra Pikachu con le onomatopee? Il suo nome è formato da due differenti onomatopee: ピカピカ (onomatopea per indicare qualcosa che brilla, luccica) e チューチュー (il verso del topo: squittire). Anche altri Pokemon hanno onomatopee all’interno del loro nome.

Possiamo dividere le onomatopee in due grandi categorie: i 擬音語・ぎおんご (giongo) e 擬態語・ぎたいご (gitaigo).

I 擬音語 (giongo) imitano suoni e voci, tutto ciò che si può udire (dopotutto la parola è formata dai kanji 擬 imitare, 音 suono, 語 parola); i 擬態語 (gitaigo) invece imitano un certo stato: non si tratta di suoni udibili, descrivono un modo di essere come azioni o emozioni umane (i kanji della parola significano 擬 imitare, 態 stato, 語 parola). Come sinonimo di 擬音語 (giongo) si può usare 擬声語(giseigo, 擬 imitare, 声 voce, 語 parola).

Se nella prima categoria ci potrebbero stare tutte le onomatopee italiane, come rumori di oggetti e versi di animali, la seconda è piuttosto particolare ed è un po’ meno immediata da capire. I giapponesi invece non hanno problemi a capire ogni tipo di onomatopee, le imparano fin da bambini, per noi è più difficile riuscire a colmare questa lacuna.

Ne esistono centinaia e centinaia! Dopo anni di studio ne scopro sempre di nuove.

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Esempi di 擬音語 (giongo)

  • ワンワン (wan wan) Verso del cane
  • ニャン (nyan) Verso del gatto
  • パチパチ (pachi pachi) Crepitio/applauso
  • ゴロゴロ (goro goro) Tuono
  • どきどき (doki doki) Battito del cuore
  • ズドン (zudon) Esplosione/colpo
  • トントン (ton ton) Bussare
  • ガチャガチャ (gacha gacha) Tintinnio
  • ザーザー (zaa zaa) Piovere a dirotto
  • さらさら (sara sara) Fruscio
Esempi di gitaigo e giongo. Immagine di Happylilac.

Esempi illustrati di gitaigo e giongo. Immagine di Happylilac.

Esempi di 擬態語 (gitaigo)

  • きらきら (kira kira) Luccicare, brillare
  • いらいら (ira ira) Essere nervoso
  • わくわく (waku waku) Essere emozionato, eccitato
  • ゆっくり (yukkuri) Lentamente, con calma
  • にこにこ (niko niko) Essere sorridente
  • ぐっすり (gussuri) Dormire profondamente
  • びくびく (biku biku) Avere paura, ansia
  • ぐるぐる (guru guru) Girare intorno
  • きっと (kitto) Certamente, sicuramente
  • ぼんやり (bonyari) Essere distratto, vago
Le onomatopee all'interno delle vignette di un manga.

Le onomatopee all’interno delle vignette di un manga.

I suoni finali delle onomatopee

Hai notato che tutte queste onomatopee hanno qualcosa in comune? Terminano con le sillabe っ, り (ri) o ん (n) oppure sono formate dalla ripetizione di uno stesso suono. Osserva lo schema seguente:

onomatopee

Non tutti i suoni possono prendere queste forme, però può essere utile conoscere cosa simboleggiano questi suoni.

Suono che termina con っ: indica un suono o un movimento che finisce in modo improvviso, oppure pone attenzione sul particolare istante di quello stato. Il suono finale っ non si pronuncia. Spesso è seguito dalla particella と (esempio: どきっと).

Suono che termina con り: indica un suono o uno stato che si compie pienamente, senza interruzioni improvvise o senza essere prolungato. Indica il raggiungimento di uno stato.

Suono che termina con ん: mette particolare enfasi sul suono o sullo stato, come un suono che riecheggia, un movimento particolarmente brusco o aver raggiunto un particolare stato.

Suono ripetuto: indica un suono o un’azione che si ripete o che continua nel tempo.

Suono con っ e り (o っ e ん)/Suono con ん e り Queste onomatopee prendono le caratteristiche dei tipi che abbiamo appena visto. Semplicemente dà maggiore enfasi ad ognuna delle onomatopee che terminano con り o con ん.

Inoltre le vocali delle diverse onomatopee possono essere allungate. Questo allungamento di vocale indica che il suono si prolunga nel tempo o suggerisce qualcosa si espande maggiormente nello spazio, dà più enfasi al suono o allo stato descritto.

じっと見る (jitto miru) fissare (per un breve periodo di tempo)

じいっと見る (jiitto miru) fissare (per un periodo di tempo più lungo)

In altri casi le consonanti possono diventare sonore con l’aggiunta del dakuten, per esempio il verso della rana può essere reso in due modi differenti: ケロケロ (kero kero) e ゲロゲロ (gero gero). La prima onomatopea rappresenta un suono più puro, più lieve, la seconda rappresenta un suono più intenso, più forte. Il primo verso potrebbe appartenere ad una rana più piccola, il secondo ad una più grossa.

E non è finita qui: esistono moltissime varianti di una stessa onomatopea! I suoni delle onomatopee possono essere modificati a seconda delle proprie esigenze per inventarne di nuovi. In particolare i manga ne hanno molti che sul dizionario non si trovano, di cui è facile dedurre il significato se si conosce l’onomatopea di partenza.

Approfondire le onomatopee:

  • Il libro Jazz Up Your Japanese with Onomatopoeia è ottimo per approfondire questo aspetto della lingua. Ha molti esempi e spiegazioni chiare per diverse onomatopee.
  • The Jaded Network ha una sezione intera dedicata alle onomatopee nei manga. In inglese.
  • Il dizionario Goo ha anche un dizionario con le onomatopee, solo in giapponese. Se hai qualche dubbio tra due onomatopee che sembrano simili come significato ti consiglio di cercarle tra i sinonimi (類語・るいご, ruigo): troverai delle ottime spiegazioni sulle differenza di ognuna.
  • Onomato Project – Un sito in inglese dedicato allo studio delle onomatopee.

Conoscevi già le onomatopee? Le usi spesso quando parli/scrivi in giapponese? Se ti va lascia la tua opinione tra i commenti.

Visto che questo articolo può essere utile anche ai tuoi amici, che ne dici di condividerlo? Aiuterai anche a far crescere il blog!

Immagini: Nikkei, Flickr JordanBajc

2 commenti

  1. Rihito0902

    5 Luglio 2013

    Non sapevo che pichaku fosse l’unione di due onomatopee :)

  2. anega tanega

    7 Luglio 2013

    Interessante analisi; l’argomento delle onomatopee nella lingua giapponese meritava un simile approfondimento.
    Tra l’altro, trovo un’analogia anche con la lingua Swahili, che ha le cosiddette 擬態語, che assomigliano a quelle giapponesi!
    Per esempio c’è POLEPOLE, che vuol dire ‘lentamente’, SAWASAWA, ‘con sicurezza’, WASIWASI, ‘problematico’.
    Non c’è nessun collegamento tra queste due lingue, ma hanno davvero un sacco di affinità!

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