Hanami Blog

Lingua coreana: Imparare gli Hanja – necessario oppure no?

10 Maggio 2013 3 CommentiCoreano

Mi è già capitato di parlare della scrittura coreana e del fatto che gli hanja (i caratteri cinesi) al giorno d’oggi non sono così comuni, ma ogni tanto si trovano per distinguere parole con lo stesso suono. Si conta che almeno il 60-70% delle parole coreane siano di derivazione cinese, di conseguenza si potrebbero scrivere in hanja, non solo in hangul.

Ma è davvero necessario impararli? Vediamolo in questo articolo!

Quando gli hanja sono utili

Sicuramente fa comodo conoscerli per intuire il significato delle parole. Prendiamo come esempio 學 (in giapponese è 学):

  • 교 scuola
  • 기 periodo scolastico (semestre/quadrimestre…)
  • scienza
  • università
  • 생 studente

In tutti in questi casi l’hanja ha la lettura di 학 ed è facile capire che si tratta di qualcosa che riguarda l’insegnamento o la scuola. Se sei pratico con il giapponese, questi caratteri fungono un po’ come le radici delle parole in italiano: anche se non capisci completamente il significato di una parola puoi intuirne il significato grazie a questi caratteri.

Di conseguenza conoscere gli hanja aiuta anche a memorizzare più facilmente le parole. In altri casi possono essere utili per distinguere parole che si somigliano molto e si differenziano per una manciata di lettere.

Ormai ho imparato che quando c’è 적 al fondo di una parola quasi sicuramente si tratta dell’hanja 的, ho collegato la lettura 인 a 人 e così via. Ho imparato ad associare diverse sillabe all’hanja corrispondente.

C’è da tenere conto che ci sono hanja che si leggono nella stessa maniera, così come uno stesso hanja può avere letture differenti come i kanji.

Hanja usati nei quotidiani coreani.

Addirittura esistono hanja con una lettura differente se si trovano all’inizio o al fondo di una parola. Non è quindi così chiaro capire immediatamente di che hanja si tratta, bisogna pur sempre conoscere un buon numero di parole.

Un’altra ragione utile per impararli è che ti aiutano a ricordare la grafia corretta delle parole. Per fare un esempio, se so che 어 corrisponde al carattere di “lingua” (語), difficilmente mi verrà da scrivere la parola 한국어 (lingua coreana) scorrettamente come 한구거, cioè seguendo solo la sua pronuncia.

Allora bisogna impararli oppure no?

Chi studia giapponese o cinese può trarre vantaggio da questi caratteri per memorizzare più facilmente le parole coreane. Gli hanja non hanno subito delle riforme nel tempo e corrispondono ai caratteri tradizionali cinesi o alla forma kyujitai giapponese, a parte qualche eccezione di hanja unici presenti solo nel coreano.

Conoscendo in gran parte i kanji non ho problemi a riconoscerli (pur essendo differenti dai kanji attuali) e cerco il più possibile di creare i collegamenti con questi caratteri perché rende più semplice l’apprendimento della lingua.

Senza hanja faccio fatica a leggere in coreano e a capire le parole! Per fortuna i dizionari segnano sempre gli hanja di una parola, quando sono presenti, visto che ci sono parole al 100% coreane che non usano caratteri cinesi.

Questo è il mio pensiero, sono fin troppo abituata al giapponese e per me sarebbe più semplice un sistema simile ai kana-kanji. C’è da sottolineare che diverse parole in coreano derivano dal giapponese, infatti la pronuncia è molto simile al giapponese.

Per chi invece non conosce nessuno di questi caratteri penso che non sia così necessario saperli bene e nemmeno conoscerli tutti, ma dipende al livello a cui vuoi arrivare. Ovviamente ad un livello più avanzato, ad esempio per leggere la letteratura classica o documenti storici, sono indispensabili.

Senza perdere troppo tempo con gli hanja, può essere d’aiuto imparare almeno quelli basilari e che compaiono più spesso. Si suppone che un coreano dovrebbe conoscerne almeno 1800, questo è il numero di caratteri cinesi che viene insegnato nelle scuole in Corea. Bastano 100-200 hanja più comuni per capire la maggior parte delle parole.

In conclusione si potrebbe dire che conoscere gli hanja è un po’ come studiare greco o latino per capire l’etimologia delle parole.

Per me son necessari, ma per chi ha intenzione di studiare solo coreano e non è interessato a questo aspetto non è obbligatorio. Ma, come abbiamo visto, non fa male conoscerli, anzi possono aiutarti nello studio. Se ti intriga imparare questo tipo di scrittura vale la pena di impararne qualcuno per migliorare il tuo livello e memorizzare meglio le parole.

Approfondire gli hanja

Ecco qualche risorsa utile per approfondire questo aspetto del coreano:

  • I caratteri cinesi nella lingua coreana – L’unico libro in italiano che parla di hanja. Ne contiene 390.
  • Naver – Dizionario degli hanja, solo in coreano. Comprende anche ricerca con la scrittura a mano.
  • 漢字語 – Per chi sa il giapponese è un buon sito di coreano, in particolare in questa pagina confronta le letture dei kanji con quelle degli hanja.
  • Kanji to Hanja – Some Basic Rules – Qualche regola semplice per passare dalle letture dei kanji a quelle degli hanja.

Spero che questo articolo ti sia stato utile, non dimenticare di condividerlo con i tuoi amici che studiano coreano!

3 commenti

  1. anega tanega

    11 Maggio 2013

    Bellissimo articolo, come sempre!
    Tra l’altro, hai toccato un tema che per me è molto interessante: il cinese (classico) sta alle altre lingue dell’area cinese come il latino e il greco in Europa.
    Si usa per i termini più tecnici.
    Fra le parole che hai citato, ad esempio, in inglese ‘school’, ‘university’, ‘student’… vengono dal greco-latino.
    Non saprei spiegare il perché, ma è affascinante pensare che ogni area culturale ha la propria lingua utilizzata per le scienze e i temi più complessi.
    Dunque, il paragone tra Hanja e latino è perfetto.
    Anch’io sarei favorevole a un sistema Hanja-Hangul; non per niente re Sejong ha creato un sistema di scrittura somigliante e compatibile con i caratteri cinesi.
    P.S. In coreano 的 che significato ha?

    • Ti ringrazio per la curiosità sul greco e sul latino perché non li ho mai studiati e non ne so molto! Paragone ancora più azzeccato direi visto che l’italiano lo conosco senza sapere bene l’origine delle parole :P

      的 ha lo stesso identico utilizzo nel giapponese, tipo nella parola 目的 (목적) obiettivo, e in tutte quelle parole tipo 具體的 (구체적) concreto o concretamente.

  2. anega tanega

    12 Maggio 2013

    Ecco, esatto, 的 ha un significato piuttosto complesso.
    Forse tu, come studente di giapponese potresti non capire perché a volte è utilizzato alla fine degli aggettivi anche se non centra con ‘bersaglio’.
    Il fatto è che in cinese è il suffisso degli aggettivi (come -i o -na in giapponese), e, con una diversa lettura, significa bersaglio (difatti 目的 esiste anche in cinese).
    Ah, e vuol dire anche ‘di’, come il の giapponese.
    Di più non dico – ha altri usi – perché ci vorrei fare sopra un bell’articolo!
    Per quanto riguarda l’etimologia delle parole: l’italiano ha importato molti termini dal greco, che per noi sono abbastanza comprensibili.
    Per esempio, se trovi una parola che contiene ‘necro-‘, sai subito che si parla di morte, anche se necro non è una parola a sé.
    Lo stesso per un giapponese che legge ‘し’ (死) capisce che si parla di morte, anche se 死 non è letto し da solo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Se è la prima volta che scrivi su questo blog, il tuo commento andrà in moderazione e verrà pubblicato dopo averlo approvato.