Hanami Blog

Viaggio in Giappone (terza parte)

13 Novembre 2013 9 CommentiGiappone

Terza e ultima parte del viaggio!

Nell’ultima giornata ho visitato il museo dello Studio Ghibli a Mitaka, una piccola città nei dintorni di Tokyo. Non credo sia un caso che si trovi nei sobborghi della metropoli: Mitaka è immersa nel verde, tanto che qualche scorcio sembrava provenire direttamente dal film di Totoro!

Purtroppo però non ho molte foto da far vedere del museo: è vietato fare foto all’interno, per questo lascio solo qualche foto dell’esterno.

Museo Ghibli

Un Totoro gigante accoglie i visitatori

Museo Ghibli

Piccoli Totoro sul cartello di fronte all’entrata

Il museo l’ho trovato davvero molto creativo, sia l’edificio che le diverse esposizioni: oltre a schizzi, storyboard dei diversi film ci sono tanti “macchinari” dedicati all’animazione come ad esempio proiettori, giochi di luce… È difficile da descrivere a parole e nemmeno una foto avrebbe reso l’idea.

Senza dubbio i due punti del museo più affollati erano lo shop e la zona del Gattobus (erano ammessi solo i bambini, naturalmente!) Come ricordo ho comprato un piccolo Totoro, in realtà avrei voluto dare un’altra occhiata ma nel negozio era impossibile girarsi e guardare con più calma.

Anche il resto del museo era pieno di persone, nonostante ci sia bisogno di prenotare il biglietto per entrare! Se non fosse stato necessario prenotare mi chiedo quante persone in più ci sarebbero state…

Museo Ghibli

Museo visto dall’alto

Sono anche entrata nella sala cinema per guardare il corto animato esclusiva del museo星をかった日” (Hoshi wo katta hi, il giorno in cui ho comprato una stella), tratto da un racconto. Ho trovato davvero carina l’idea di crescere la stella in un vaso come se fosse una pianta, pur non essendo molto lungo (dura 16 minuti) riesce comunque ad emozionare. Mi piacerebbe vederlo come film più lungo.

Puoi vedere qualcosina di più sulle attrazioni nel sito ufficiale.

Robot di Laputa

Robot di Laputa al museo dello Studio Ghibli

Vivere in Giappone

Veniamo all’argomento che probabilmente interessa più o meno a tutti: come è vivere in Giappone? Avendo vissuto unicamente da turista non posso scendere più di tanto nei particolari dello stile di vita dei giapponesi o cosa vuol dire vivere in Giappone.

Chiedo perdono se diverse cose che scrivo non sono nulla di nuovo, qualcosa di già sentito, non posso fare a meno di riportare la mia esperienza.

Mezzi di trasporto

Ribadisco che tutto quello scritto da Marco a proposito dei mezzi di trasporto sia tutto vero.

Certamente lo pensavo anche prima di andare in Giappone, ma viverlo è proprio un’altra cosa. Qualsiasi mezzo, che sia il bus, il treno, la metro, è perfettamente pulito e puntuale. La qualità, naturalmente, si paga: nella settimana a Tokyo ho fatto andare più o meno 7000 yen per gli spostamenti in metro. Però è stupendo non avere mai bisogno della macchina per spostarsi da un punto all’altro della città.

Per quanto riguarda gli Shinkansen ci ho viaggiato parecchio durante la prima settimana a Kyoto per passare da una città all’altra. Molto comodo e veloce, anche se non così spazioso per metterci bagagli voluminosi.

Shinkansen

Il famoso shinkansen

È d’obbligo fare il Japan Rail Pass se usi tanto il treno. Non appena arrivi a Tokyo consiglio di fare alle macchinette la tessera Pasmo per pagare più comodamente gli spostamenti in metro senza fare in continuazione il biglietto. La tessera puoi usarla anche per pagare nei combini o con i distributori automatici.

In Giappone gli unici mezzi che danno problemi, secondo me, sono le biciclette. I giapponesi viaggiano molto in bicicletta ed è una bella cosa ma… sono davvero un pericolo! I marciapiedi in Giappone sono più larghi dei nostri e le biciclette spesso ci transitano sopra (anche se in realtà non è ammesso…). Bisogna fare un po’ di attenzione quando si cammina per non farsi investire.

Mangiare

La cucina giapponese è abbastanza varia, però devo dire che ho faticato parecchio! Per fortuna non ho avuto troppi problemi a trovare piatti senza il pesce visto che non mi piace.

Riconosco di essere abbastanza limitata con il cibo ed è per questo non è stato facile trovare qualcosa che mi piacesse. Se mangi di tutto credo che non avrai alcun problema a trovare qualcosa di buono.

Io ricordo con piacere un piatto poco giapponese: un hamburger. Poco giapponese sì, però fatto alla maniera giapponese con un gusto comunque giapponese. Il bello è che la carne era servita direttamente su una piastra e continuava a cuocere. Molto buono!

Hamburger "alla giapponese"

Itadakimasu! (Per la cronaca era un ristorante ad Asakusa specializzato in carne)

Due cose mi mancavano da mangiare: la pasta e la frutta. Tralasciando la pasta in Giappone (di certo non potevo cucinarmela), di frutta ce n’è in abbondanza ma ha dei prezzi completamente fuori mercato. Tutta la frutta era a dir poco perfetta, ma credo poter fare a meno di comprare una mela a 300 yen (quasi 3 euro). In Giappone la frutta è vista più come regalo che come qualcosa da mangiare quotidianamente. Solo le banane si salvano e costano meno rispetto al resto della frutta, perché vengono importate dall’estero e quindi non c’è il costo della manodopera (non sottopagata) giapponese.

Konbini

A qualunque ora del giorno, qualunque cosa tu abbia bisogno, sono sempre aperti questi negozietti. Ci ho comprato un sacco di merendine da mangiare a colazione, anche se non erano così buone: hanno quasi tutte lo stesso gusto. Buoni invece i tramezzini e altri cibi salati. I konbini sono di una comodità incredibile (come ci aveva già descritto Michele con il suo articolo) e il Giappone ne è pieno zeppo: ne ho visti diversi nel giro di pochi metri!

Pulizia

In tutte le città che sono stata mi sono sembrate tutte abbastanza pulite, nonostante i cestini scarseggino in ogni parte del Giappone (ho visto più cestini e più cartacce buttate per terra in Italia…) Se ti capita di comprare qualcosa da mangiare al volo in un banchetto puoi lasciare la carta agli addetti del negozio e la buttano per te.

Merito anche delle smoking area. In Giappone è vietato fumare per all’aperto per le strade ed esistono queste zone in cui è possibile farlo, non tanto per questioni di salute ma per decoro. In questo modo non si trovano mozziconi di sigarette a terra e rimane tutto bello pulito.

Costo della vita

Non vivendoci mi sono fatta solamente una vaga idea di quanto possa costare vivere in Giappone. In generale i prezzi sono un pochino più alti rispetto all’Italia, proporzionati agli stipendi giapponesi, abbiamo però il vantaggio che l’euro vale più dello yen e quindi non è alla fine non è così dispendioso come altre città europee.

Come ho già citato in Giappone due cose sono particolarmente care, la frutta e i trasporti, a cui dovrei aggiungere anche il prezzo di fare una colazione “all’italiana” con caffè e dolce: spesso si spende di più per fare una colazione che non per un pranzo o una cena!

Aggiungerei anche l’affitto di una casa alla lista, so che è davvero caro affittare un appartamento, almeno per quanto riguarda Tokyo.

Le città

Ognuna delle città che ho visitato mi hanno fatto un’impressione diversa. Ad esempio Tokyo l’ho trovata un po’ dispersiva, non si capisce bene dove inizia una zona e ne finisce un’altra, tanto che non sono tanto sicura di definire in modo esatto Mitaka come “città nei dintorni di Tokyo”. I confini non sono ben delineati, i sobborghi sono un tutt’uno con il resto di Tokyo.

Devo dire che Tokyo è proprio come me l’aspettavo, caotica e affollata, vederla dal vero mi ha fatto cambiare l’idea sull’andare a vivere a Tokyo. Meglio qualche città più tranquilla e con spazi più grandi.

Una città che mi ha fatto una buona impressione, credo solo perché abbiamo visitato una zona caratteristica, è Osaka, anche se è meno pulita rispetto a Tokyo.

Kyoto e Nara rimangono delle città più tradizionali e meno caotiche rispetto alle altre due.

Hanno però tutte un fattore che le accomuna, e perdonatemi se è scontato quello che sto per dire: la gentilezza dei giapponesi. Sono disponibilissimi ad aiutarti in qualsiasi caso, se hai difficoltà a trovare un locale faranno davvero di tutto per aiutarti, anche se spesso si tratta di semplice facciata (tatemae). Quasi mi imbarazza chiedere informazioni perché mi sembra di disturbarli troppo visto quanto sono disponibili a darti le giuste informazioni! Orientarsi in Giappone senza indirizzi non è facile, a volte è quasi necessario fermarsi un attimo a chiedere aiuto.

Queste son le prime cose che mi sono venute in mente di parlare sul Giappone, sicuramente ci sono altri aspetti di cui mi sono dimenticata di scrivere. Non ho soddisfatto la tua curiosità sul Giappone? Lascia le tue domande nei commenti.

In futuro mi piacerebbe riuscire a viverci più a lungo e poter giudicare con occhi diversi questo paese. Solo 13 giorni non bastano per farsi un’idea completa!

9 commenti

  1. Che bello! *_*
    Questi resoconti mi fanno sognare ad occhi aperti ed è sempre un piacere leggerli. Complimenti :=)
    A proposito del pesce: nemmeno a me piace. Ha un sapore che non riesco ad apprezzare. Qualche giorno fa mi sono trovato a Roma e ho deciso di andare a pranzo nel migliore ristorante giapponese della capitale (Hasekura). In realtà avevo intenzione di mangiare soltanto ramen, ma poi ho preso un menu completo e ho mangiato del polpo, del sushi e dei maki. Beh, devo dire che mangiato così, crudo, il sapore del pesce è completamente diverso! Anzi, la cosa che più si avvicina al sapore del pesce, almeno per come lo intendo io, è l’alga nori. All’inizio ero un po’ titubante, ma alla fine tutto sta nel mandare giù il primo boccone :)

  2. Sei riuscita a mettere in pratica un po’ di giapponese?

    • Sisi, ci sono riuscita, ora però sto cercando di mettere in pratica il giapponese anche a casa. Tu conosci qualche community o qualcosa del genere per parlare in giapponese? Se ne hai qualcuna da consigliare mi farebbe molto piacere ^^

  3. E poi c’è chi come me è rimasto a piedi per due volte con i JR normali, che hanno magari subito ritardi (solo una volta giustificato a causa di vento forte e stavo per rimanere a toyohashi senza sapere quando i treni sarebbero ripartiti) e per non rimanere a dormire fuori è dovuto andare a farsi un biglietto dello Shinkansen e reclamando qualche sconto non ha ricevuto nulla :D

    Purtroppo sono cose che si vedono quando si è dei poveri studenti squattrinati… In linea di massima è tutto molto più preciso che in Italia, ma non me la sento di definirlo “perfetto”.

    Autobus ottimi, cercano quasi sempre di spaccare il minuto ma è ovvio che col traffico non si può.
    Costo esagerato anche per essi però D:

    • Ho dimenticato di scrivere che i mezzi sono puntualissimi anche nel chiudere a mezzanotte D: e rischi davvero di non tornare a casa.

      Comunque dai, qualche difetto c’è anche in Giappone ma rispetto all’Italia è più che perfetto XD

  4. Rihito0902

    13 Novembre 2013

    Deve essere stato difficile adattarsi al cibo giapponese senza essere amanti del pesce! ^_^
    Per caso hai assaggiato l’alga nori?

    • Non mi pare, anche se l’avevo già mangiata qui in Italia quando abbiamo provato a fare il sushi in casa XD Ti dirò che l’alga non mi da così fastidio, a differenza del pesce…

  5. In effetti 13 giorni mi sembrano pochi, ma comunque hai visto molto!
    Grazie per la recensione, qualcosa di nuovo s’impara sempre!
    Questi “kombini” li sento nominare come fari nella notte ^^ magari esistessero anche da noi!
    Mi ha stupito un po’ quando parlavi dei negozi che chiudono presto … pensavo fossimo solo noi italiani che corrono a casa e chiudono le serrande sulle dita dei clienti XD

  6. I negozi chiudono presto anche perché a mezzanotte la metro chiude e si rischia di rimanere a piedi

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